Fahrenheit 451, Ray Bradbury

Riempi loro i crani di dati non combustibili, imbottiscili di “fatti” al punto che non si possano più muovere tanto son pieni, ma sicuri d’essere “veramente bene informati”. Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi. Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia affiché possano pescare con questi ami fatti ch’è meglio restino dove si trovano. Con ami simili, pescheranno la malinconia e la tristezza.

Il primo classico di cui parliamo in questo mese dedicato ai libri nei libri ci racconta di un futuro buio e terribile, immaginato senza alcun tipo di libro… solo l’idea fa accapponare la pelle. Ma pensiamoci bene: quanto rischia, ogni giorno, di essere terribilmente vero, quello che sta dietro a tutto ciò?

La recensione di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

“Questa notte ho pensato a tutto il cherosene di cui mi sono servito da dieci anni a questa parte. E ho pensato ai libri. E per la prima volta mi sono accorto che dietro ogni libro c’è un uomo. Un uomo che ha dovuto pensarli. Un uomo a cui è occorso molto tempo per scriverli, per buttar giù tante parole sulla carta. Ed è un pensiero che non avevo mai avuto, prima di questa notte.”

In una distopica società del futuro i vigili del fuoco hanno il compito di rintracciare chi si macchia del “reato di lettura”, e di bruciare gli ultimi libri scampati alla prima distruzione sistematica e conservati da qualcuno illegalmente.

Il protagonista Guy Montag è uno di questi vigili e – almeno all’inizio del libro – sembra felice della sua missione:

Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d’orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia

Ma poi accade qualcosa: Montag (o meglio, una parte di lui) decide di leggere un passo di un libro che avrebbe invece dovuto bruciare. Incuriosito dalla sua prima fugace lettura, Montag continua a salvare libri e inizia a leggerli di nascosto. Tutto a causa delle poche parole scambiate con Clarisse, una strana vicina di casa, che gli dimostra che esiste un modo di vivere diverso da quello da lui conosciuto, e che gli fa una domanda:

«Sei felice?»

Le società distopiche

Le società distopiche sono descritte in un genere letterario sviluppatosi soprattutto a partire dalla prima metà del Novecento, affermatosi con opere del genere di 1984 (Nineteen Eighty-Four, 1948) di George Orwell.

Fahrehheit 451 è stato pubblicato per la prima volta nel 1951 ed è considerato un romanzo di “fantascienza sociologica”, nel quale l’autore mette in evidenza i rischi di una società in cui un certo tipo di comunicazione prevale sulle altre: in questo caso è la televisione a farla da padrone, a dare certezze e a far ‘felici’ gli uomini…

Il televisore è “reale”, è immediato, ha dimensioni. Vi dice lui quello che dovete pensare, e ve lo dice con voce di tuono. Deve avere ragione, vi dite: sembra talmente che l’abbia!

La trasposizione cinematografica di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

Il film, che “sottolinea lo strapotere mediatico assunto dal mezzo televisivo”, è del 1966 ed è stato diretto da François Truffaut.
I protagonisti sono Julie Christie (nei panni di Clarisse) e Oskar Werner (Guy Montag)

Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.

Una realtà allucinante e agghiacciante, che è bene leggere per capire quanto si possa rischiare ogni giorno…

Fahrenheit 451
Ray Bradbury
Mondadori (collana Oscar classici moderni), 2000, pag. 210, € 9,00
ISBN-13: 978-8804487715

Se la nostra recensione vi è piaciuta e volete saperne di più su questo libro usate questo link per acquistare il libro (cartaceo o e-book) o il dvd del film: farete felici anche noi! 😉


Dvd

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

3 COMMENTS

  1. Mi fa piacere che qualcuno consideri un “classico” Fahrenheit 451 perché almeno per noi è un testo biblico.
    Noi siamo la portavoce italiana del “Proyecto Fahrenheit 451 las personas libro” nato in Spagna da un’idea di Antonio Rodriguez Menendez e dalla nostra Associazione Donne di carta “trasportato” in ben 15 città italiane.
    Già, esistono città nelle quali, camminando, puoi incontrare dal vero una persona libro… in modo particolare là dove non ci sono libri perché i libri, appunto, siamo noi.
    Se vuoi ascoltarci, se vuoi diventare una persona libro in più… il nostro Blog: personelibrodonnedicarta.wordpress.com –
    il sito dell’Associazione: http://www.donnedicarta.org
    il canale youtube dei nostri cammini: youtube.com/user/donnedicarta

    Perché farlo? perché la parola detta crea una relazione diretta, intima, naturale con chi ascolta e trasforma la lettura, nel recupero dell’oralità e della memoria umana, in uno strumento di comunicazione sociale.
    Perché i libri imparati a memoria – per semplice desiderio di condivisione – non sono quasi mai quelli che il mercato mette in vetrina e sono quasi sempre quelli che il mercato ha mandato al rogo dell’oblio, del fuori catalogo, nel regno dell’introvabile per far posto alle continue autoconsumabili “novità”.
    Perché prendere a prestito le parole di un libro è dire “grazie” a chi le ha scritte ed è un modo per nutrire il desiderio e il piacere di leggere.

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