Ragionevoli dubbi, Gianrico Carofiglio

C’è qualche rischio, a girare per Bari in bicicletta: non esistono le piste ciclabili e gli automobilisti ti considerano poco più che un impedimento molesto; ma si arriva dappertutto molto prima che con la macchina. E così un quarto d’ora dopo, alquanto infreddolito, ero all’ingresso del carcere.

Aspetta che sto ancora cercando di capire… Non so ancora perché ma mi sfugge qualcosa.

Primo romanzo che leggo della serie dell’avvocato Guido Guerrieri, non il primo della serie, anche se si legge benissimo pur non avendo tutto quel bisogno di conoscere in modo approfondito le vicende precedenti dei personaggi.

Lettura scorrevole e piuttosto interessante: in fondo Carofiglio gli ambienti da legal thriller li conosce bene, essendo stato magistrato, pubblico ministero, sostituto procuratore. E sa tratteggiare benissimo i caratteri e gli aspetti nascosti dei suoi personaggi, con tanto di vizi e virtù.

bari

La trama del romanzo è intrigante: una vecchia conoscenza dell’avvocato Guerrieri – Fabio Paolicelli detto Raybàn, un ex adolescente picchiatore fascista, colpevole all’epoca di un episodio di bullismo proprio nei confronti del nostro avvocato – lo nomina, casualmente e senza sapere con chi aveva realmente a che fare, come suo difensore in un processo d’appello per traffico di droga. Apparentemente innocente, il signor Paolicelli ora è una persona onesta, con moglie e figlia, ed è proprio per non coinvolgere loro che in un primo momento si è autoaccusato del reato. Antagonista di Guerrieri è l’avvocato Corrado Macrì, personaggio corrotto e coinvolto in affari di mafia, sbucato quasi dal nulla e consigliato vivamente alla moglie di Paolicelli per la difesa di suo marito “da alcuni amici” nel processo di primo grado…

In breve mi ritrovai per le vie del quartiere Libertà. Posti che mi ricordavano vecchie storie e un’epoca della mia vita, attorno ai vent’anni, in cui le cose sembravano più semplici.

Soprappensiero, mi fermai davanti all’ingresso di una specie di circolo privato. Dall’interno provenivano voci in dialetto. Sette, otto uomini erano seduti attorno a un tavolo. Parlavano a voce alta, uno sull’altro, e gesticolavano, uno sull’altro. Di lato, per terra, due casse di Birra Peroni.

Avevo scelto questo libro perché ambientato in Puglia, meta delle mie vacanze, curiosa di leggere come si parlava di una città affascinante, che in realtà non ho ancora mai visitato: Bari.

Ma Bari, in questo romanzo, rimane un po’ troppo nascosta: se ne legge qua e là, si parla di quartieri e di bar dove si incontrano “avvocati e delinquenti, magistrati e prostitute”, si respira qualche viuzza e poche altre cose. Niente più.

Troppo poco per quello che mi aspettavo. Eppure Guido Guerrieri gira la città in bicicletta (tipo strano, lui), e dovrebbe osservare molto di più il panorama…

Al di là del mio errore nella scelta del libro (solo riguardo al tema del mese su Zebuk, s’intende), sebbene non fosse la città l’oggetto principale del romanzo, non mi sarebbe dispiaciuto sentirla un po’ di più. Diciamo che Guido, personaggio così normale e anche un po’ anonimo, ironico e onesto col mondo intero, avrebbe potuto spostarsi in bicicletta tra carceri, tribunali, uffici e appartamenti di una qualsiasi città di un qualsiasi paese e sarebbe cambiato poco o niente.

Osservazioni da approfondire con successive letture. Perché, anche se il romanzo mi è piaciuto – scorrevole e piacevole, sì, con quella trama molto ben ordita da seguire – non mi ha però lasciato quel… sapete quel sapore di buono che rimane in bocca dopo aver assaggiato qualcosa di gustoso? Ecco, non riesco ancora a sentirlo.

Ma magari è un fatto personale, Gianrico Carofiglio non me ne voglia.

 

Ragionevoli dubbi
Gianrico Carofiglio
Sellerio, 2006

 

Per acquistare, anche in versione audiolibro

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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