Il signore delle mosche, William Golding

La prima cosa a cui si abituarono fu il ritmo del lento passaggio dall’alba al rapido crepuscolo. Accettavano i piaceri del mattino, il bel sole, il palpito del mare, l’aria dolce, come il tempo adatto per giocare, un tempo in cui la vita era così piena che si poteva fare a meno della speranza.

A seguito di un incidente aereo un gruppo di ragazzi inglesi atterra su un’isola deserta.
Il luogo è meraviglioso: il clima caldo, la lunga spiaggia e la vegetazione rigogliosa e ricca di alberi da frutta fanno dell’isola una sorta di paradiso in terra.
I ragazzi, un gruppo eterogeneo compreso tra i sei e dodici anni circa, decidono di trarre il massimo da quell’esperienza.
In attesa che i grandi trovino il modo di salvarli, i ragazzi si danno leggi e vivono tentando di instaurare un governo civile.
Le cose però degenereranno e l’isola si rivelerà un inferno.

Il signore delle mosche, pubblicato nel 1954, è l’opera prima di William Golding ed ebbe quattordici milioni di copie solo nei paesi anglofoni.
Sicuramente è un romanzo che lascia il segno nel lettore.
Una storia forte che parte in sordina e dove tutto sembra fin troppo facile per questi ragazzini ma che poi si trasforma in un incubo.
Infatti i ragazzi non saranno in grado di gestire la situazione.
L’isola e la vita senza adulti e senza regole, perchè le regole imposte da Ralph saranno ben presto abbandonate dai ragazzi, faranno emergere il lato più selvaggio degli animi dei protagonisti.
Bambini e ragazzi che incitati dal parossismo della caccia e del mito del più forte non si tireranno indietro nemmeno davanti all’omicidio.
Il signore delle mosche è uno schiaffo per il lettore perchè lo mette davanti a una cruda realtà: l’innocenza infranta dei ragazzi protagonisti.
Un romanzo dove non esiste la ragione anzi viene messa in ridicolo ed eliminata e dove è il più crudele a diventare il capo e a trascinare tutti gli altri, dove i piccoli protagonisti presentano, amplificati dall’esperienza estrema dell’isola, tutti i peggiori difetti degli esseri umani senza però riuscire a stemperarli con il raziocinio e l’esperienza.
Buona lettura.

Due sono state le trasposizioni cinematografiche del romanzo.
La prima è del 1963 per la regia di Peter Brook. Le differenze col romanzo sono minime: il film è ambientato negli anni ottanta e la permanenza dei ragazzi sull’isola dura pochi giorni.
Questo film nel 1990 ha avuto un remake diretto da Harry Hook.


Il signore delle mosche
William Golding
Mondadori, 2001, p. 250, €. 8,00

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Photo : ivid.it

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