Uomini in gabbia, Annelise Heurtier

Per una notte non erano stati dei cannibali, dei bruti, degli idioti o dei selvaggi. Erano tre uomini che camminavano assieme sul selciato.

La recensione di Uomini in gabbia, Annelise Heurtier

È il 1931 e Parigi ospita al Bois de Vincennes l’Esposizione coloniale internazionale. Moltissimi padiglioni mostrano il trionfo del colonialismo e la ricchezza delle colonie. Persone di ogni età affollano quotidianamente la mostra e tutta la città non fa che parlare dell’avanguardia e della modernità dell’esposizione.

C’è però un’altra mostra, più dimessa ma non meno emozionante, che suscita scalpore. Nel Jardin d’Acclimatation, proprio di fronte alla vasca dei coccodrilli gentilmente offerti dalla Germania, c’è la ricostruzione di un villaggio di kanaki. Sono uomini e donne della Nuova Caledonia e ogni giorno, per tre volte al giorno, mostrano ai francesi le loro danze e riti, anche i più truculenti come quello dell’antropofagia. I Kanaki sono infatti famosi perché cannibali.

Quello che i parigini non sanno però è che in realtà quelle persone dalla pelle scura sono state portate a Parigi con l’inganno, trattenute contro la loro volontà e costrette a esibirsi e a raccontare una cultura che non esiste. Quegli indigeni cannibali sono infatti cristiani, parlano francese correntemente e non mangiano carne umana. Questo però non fa notizia, non attira pubblico, non è ciò che chi ha organizzato lo zoo umano si aspetta.

Finché un giovane timido e ignaro della verità va a vedere lo spettacolo e capisce che c’è qualcosa di strano dietro le quinte.

La mia opinione su Uomini in gabbia, Annelise Heurtier

Tra il 1810 e il 1940, gli zoo umani – come venivano chiamate queste esibizioni forzate – hanno avuto un miliardo e mezzo di visitatori. La loro esistenza è rimasta taciuta per decenni e solo negli ultimi anni sono iniziate a venire alla luce le prime testimonianze.

Annelise Heurtier racconta una vicenda basata su un fatto veramente accaduto, lo scandalo che ne derivò e che diede inizio alla scomparsa di questo intrattenimento, poi abbandonato definitivamente alla fine della seconda guerra mondiale.

La storia espone molto bene il punto di vista colonialista che vedeva nei popoli conquistati unicamente una merce da cui trarre profitto. I kanaki per la società organizzatrice della mostra non sono infatti persone ma dei selvaggi senza diritti che non possono ribellarsi e che basta minacciare per far fare loro ciò che si vuole.
Il ragazzo che darà inizio alla protesta contro lo zoo umano è l’antieroe per eccellenza eppure l’incontro con un coetaneo kanako gli farà scoprire che si può essere uguali anche se diversi e che nessuno può decidere di farsi padrone di un altro essere umano.

Buona lettura.

Uomini in gabbia
Annelise Heurtier
Gallucci Bros, 2025, p. 256, €. 13,90

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SIBY
Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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