
Da queste parti, siamo abbastanza taciturni. Probabilmente perché diffidiamo di quelli che parlano per dare aria alla bocca. E se preferiamo tacere, è perché teniamo in grande rispetto le parole, ne percepiamo tutto il peso, tutto il potere. Qui sappiamo, forse più che altrove, che le parole che dici ti rappresentano per intero, ti mostrano per quello che sei, dicono da dove vieni, a chi somigli.
La recensione di Chiedetegli la luna, Isabelle Pandazopoulos
Non basta provare a parlare per farsi sentire, a volte non basta nemmeno gridare. Bisogna lottare, tanto, e fare in modo che ci sia dall’altro lato qualcuno disposto ad ascoltare.
È quello che accade ai ragazzi protagonisti di Chiedetegli la luna, bellissimo romanzo, per niente lontano dalla realtà che tocchiamo con mano ogni giorno, scritto da Isabelle Pandazopoulos.
Ognuno con le sue difficoltà, con storie difficili alle spalle, Lilou, Farouk, Bastien e Samantha sono quattro adolescenti: non sono stati ammessi al triennio delle scuole superiori e si sentono abbandonati, senza alcuna speranza. In loro aiuto arriva Agathe Fortin, un’insegnante giovane che con passione e fermo entusiasmo li accompagna alle porte di un’esperienza e di un’opportunità grandissime: partecipare a un concorso di eloquenza, mettersi in gioco. Alla grande. Sul serio.
I quattro ragazzi finiscono per accettare nonostante l’iniziale scetticismo, perché per la prima volta qualcuno crede in loro.
E allora non fatelo, non tenetevi mai le vostre parole per voi. Date loro fiducia, chiedetegli la luna… Spalancate porte e finestre…
Lasciate che le parole spicchino il volo.
Lasciatele danzare, fare capriole.
Libere, è soltanto così che saranno davvero felici.
La mia opinione su Chiedetegli la luna, Isabelle Pandazopoulos
Per la prima volta qualcuno crede in loro.
È questo il fatto chiave che sblocca queste quattro vite, che altrimenti avrebbero già la strada segnata, come tante altre.
La fiducia, il sostegno.
Quello che i ragazzi non sentono di avere, molto spesso. Possiamo farcene una colpa, noi adulti, possiamo dare la colpa agli eventi della vita e ad una realtà che non lascia spazio né tempo a chi non può o non sa correre e cavalcare l’onda. In ogni caso, dobbiamo prenderci buona parte della responsabilità di quello che accade ai giovani, della loro incapacità di volare, di evolvere, di usare le parole per guadagnarsi il riscatto da una realtà che spesso emargina.
Senza facile retorica, senza scimmiottare personaggi famosi come il professore de L‘attimo fuggente, Agathe Fortin dimostra che la fermezza, la serietà e l’impegno pagano, anche e soprattutto con i ragazzi.
Il romanzo di Isabelle Pandazopoulos, ex insegnante di alunni in difficoltà, è una spinta a “sperare in un mondo in cui le parole, che spesso marcano le differenze sociali e le cristallizzano, ritrovano il loro potere come strumento di emancipazione”.
Un’avventura che libera dalle catene della timidezza e del senso di inferiorità che molti ragazzi – e anche molti adulti – provano, perché nessuno ha mai creduto in loro.
Chiedetegli la luna
Isabelle Pandazopoulos
La Nuova Frontiera, 2025, p. 272, €. 17,50








