Quando siete felici fateci caso, Kurt Vonnegut

Io provo e penso quello che provi e pensi tu, mi stanno a cuore molte delle cose che stanno a cuore a te, anche se la maggioranza della gente se ne frega. Non sei solo.

Questa, secondo Kurt Vonnegut, una delle frasi che la gente ha bisogno di sentirsi dire. E più che altro, che la gente ha bisogno di sapere vera. Mi colpisce più che altro perché non ho mai letto Vonnegut e in base alle recensioni che leggo in giro, di questo autore bisogna leggere ben altro.

Ho preso il libro rapita dalla copertina vivace e dalla frase che alcuni considereranno buonista. Quanto odio questa parola.

Le parole di Vonnegut – raccontate agli studenti di varie scuole in cui è stato invitato – sono le più vere possibili. E senza luoghi comuni: sono così, semplici, vere e affatto buonisti. Semmai sono parole che coccolano e accolgono, anche se a tratti sembrano dure e crude. Sono parole che ti fanno sentire a tuo agio, sebbene siano mescolate a termini volgari ma nell’uso comune, ormai. Sono parole di quelle che quando ci pensi, subito dopo averle lette, ti dici

è vero, è vero! Perché non ci ho mai pensato prima?

A leggere cosa sia stata la vita di Vonnegut c’è da farsi venire i brividi: certo non deve essere stato facile inventarsi e poi ancora e ancora, adattandosi a mille lavori diversi per tirare avanti e mantenere la famiglia e tutte le persone di cui si è assunto la responsabilità (tra figli e nipoti). Certo non deve essere stato facile adattarsi e sorridere. Ma lui ha saputo farlo, con ironia e humor e non ha mai dispensato “ricettive da quattro soldi per il successo istantaneo o banalità buonisti ai giovani che gli chiedevano consiglio” (dalla prefazione al libro). Ha solo e sempre detto la semplice verità.

“Cosa c’è di più bello di questo?”

Così gli insegnava lo zio Alex. E sembra che Vonnegut abbia imparato proprio bene ad apprezzare le piccole cose, a fare di ogni attimo bello un grande tesoro, a notare e riconoscere ogni piccolo momento di dolcezza della vita quotidiana, ad accettarsi per ciò che si è e fare al meglio quello che si sa fare.

Un manuale, questo libro, di quelli da tenere sempre pronto, da leggere e da rileggere e da meditare:

Quanti di voi hanno avuto un insegnante, in qualunque grado di istruzione, che vi ha resi più entusiasti di essere al mondo, più fieri di essere al mondo, di quanto credevate possibile fino a quel momento?
Alzate le mani, per favore.
Adesso riabbassatele e dite il nome di quell’insegnante a un vostro vicino, e spiegategli che cosa ha fatto per voi.
Ci siamo?
Cosa c’è di più bello di questo?

Quando siete felici fateci caso
Kurt Vonnegut
Minimum Fax (collana Sotterranei), 2015, pag. 107, € 11,05
ISBN: 978-8875216320

Per acquistare:

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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