Diciassette anni, Booth Tarkington

Alle orecchie di William, la voce di Miss Pratt giungeva chiara come un tintinnio di campanellini d’argento, mentre lei parlava capricciosamente al suo cagnolino, in quel modo infantile che era parte della malia che esercitava sui suoi giovani adoratori.

La recensione di Diciassette anni, Booth Tarkington

Il primo amore non si scorda mai.
E nemmeno le notti insonni, le figuracce, l’ironia di chi ci sta intorno e vede come, a volte, diventiamo ridicoli.
Lo sa bene William, diciassette anni, e una cotta tremenda per la giovane ospite dei suoi vicini.
E lo sanno anche Jane, la sorella di dieci anni, e i genitori di William che vedono il ragazzo trasformarsi di giorno in giorno e tentanto di stare dietro a tutte le sue stranezze.
Quella di William sarà un’estate di passeggiate, feste, incontri non sempre riusciti e rivalità con gli altri ragazzi.

La mia opinione su Diciassette anni, Booth Tarkington

Diciassette anni è un romanzo di Booth Tarkington edito da elliot.
Un libro fresco e frizzante, godibilissimo.
La vicenda è ambientata nel secolo scorso ma le faccende di cuore non sono poi cambiate molto.
William e i suoi progetti faranno divertire moltissimo il lettore perché il ragazzo ha l’esemplare caratteristica di combinare sempre qualcosa di imprevedibile e di rendere tragicomico ogni tentativo di far colpo sulla bella Lola.
Fantastico il personaggio della sorellina Jane che svela sempre le trame segrete del ragazzo con la complicità della mamma e di un signore un po’ provato dai vari corteggiamenti e feste per Lola.

Non posso che consigliarvi questa lettura soprattutto in queste afose giornate d’estate perché con questo caldo cosa c’è di meglio di una storia spumeggiante che metta allegria e regali più di una risata?
Buona lettura.

Diciassette anni
Booth Tarkington
Elliot, 2017, p.189, €. 17,50

Photo : pinterest.fr

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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