Città di carta, John Green

Un miracolo capita a tutti. Io la vedo così. Tipo, non sarò mai colpito da un fulmine, non vincerò mai un premio Nobel, non diventerò il dittatore di un piccolo Stato delle Isole del Pacifico, non mi verrà un tumore maligno ad un orecchio, non morirò per combustione spontanea. Se però proviamo a vederle tutte insieme, queste cose altamente improbabili, salta fuori che a ognuno di noi prima o poi ne capita almeno una. Quasi di sicuro. Io potrei aver visto piovere rane. Potrei aver messo piede su Marte. Potrei essere stato inghiottito da una balena. Potrei aver sposato la regina d’Inghilterra o essere sopravvissuto per mesi in mare. Ma il mio miracolo è stato un altro. Il mio miracolo è stato questo: tra tutte le case di tutti i quartieri di tutta la Florida, mi sono ritrovato a vivere nella porta accanto a quella di Margo Roth Spiegelman.

Quentin Jacobsen è da sempre innamorato della sua vicina Margo Roth Spiegelman. Lo sa da sempre, o almeno da quando da bambini hanno condiviso la scoperta di una cadavere al parco giochi.
Però poi, come succede in tutte le amicizie, qualcosa sembra essersi spezzato e Quentin e Margo non sono così tanto amici.

La vigilia del diploma Margo appare alla finestra di Quentin e lo trascina in un avventura indimenticabile.
Quentin è felice, pensa che allora non tutto sia perduto e che da quella notte tra loro tutto ricomincerà.

Invece Margo la mattina dopo non c’è.
Margo è scomparsa.

Tutti credono che si tratti di uno dei suoi tanti colpi di testa.
Questa volta però è diverso, Quentin lo sa.
E così, grazie a improbabili indizi disseminati da Margo, Quentin e i suoi amici partono alla ricerca di Margo.

Mi piace l’idea dei fili, mi è sempre piaciuta. Perché è così che ci si sente. Secondo me però fa sembrare la sofferenza più irrimediabile del dovuto. Noi non siamo fragili come i fili ci fanno credere. E mi piace anche l’immagine dell’erba. L’erba mi ha portato a te, mi ha aiutato a immaginarti come una persona vera. Noi però non siamo germogli diversi nati da una stessa pianta. Io non posso essere te. Tu non puoi essere me. Puoi arrivare a immaginare abbastanza bene una persona, però mai a vederla alla perfezione.

John Green ci immerge nel mondo degli adolescenti e ci fa vedere quanto sia difficile liberarsi dalle maschere che gli altri ti affibiano.
Un libro scorrevole, senza troppe pretese, ma semplice con personaggi che lo rendono comunque di piacevole lettura.

Città di carta
John Green
Rizzoli, 2015, 391 pag., € 16.00

Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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