Dry, Neal Shusterman e Jarrod Shusterman

Un tempo nessuno si preoccupava di sapere da dove arrivasse l”acqua. Finché ce n’era in abbondanza, non è mai stato un problema. Ma da quando la Central Valley ha iniziato a prosciugarsi e i prezzi sono saliti alle stelle, la gente ha cominciato a farci più attenzione. Abbastanza perché facessero passare qualche legge o iniziativa popolare. Quasi tutti gli interventi sono stati inutili, ma ci hanno illuso che qualcosa si stesse facendo. Come l’Iniziativa legislativa contro gli sprechi, che ha reso illegali i palloncini d’acqua e altre amenità del genere.

La recensione di Dry di Neal Shusterman e Jarrod Shusterman

La California soffre da tempo la siccità.
I provvedimenti presi fino ad ora non hanno portato a nessuna soluzione e così un giorno la tv annuncia che l’ultima risorsa idrica dello stato, il fiume Colorado, non darà più acqua.
Nemmeno una goccia scende dai rubinetti.
La tv e i telegiornali dicono che è solo una risorsa estrema che durerà per pochi giorni eppure l’acqua non torna.
Anzi, le persone iniziano a guardarsi con diffidenza le une con le altre.
Perché l’acqua è necessaria e per una bottiglia o anche solo un bicchiere si è disposti a tutto.
Alyssa e suo fratello Garrett, insieme ad altri ragazzi, si trovano a dover fronteggiare da soli la follia dilagante; dovranno crescere in fretta e prendere decisioni non sempre facili.

La mia opinione su Dry di Neal Shusterman e Jarrod Shusterman

Tutti si ricorderanno dov’erano quando l’acqua ha smesso di uscire dai rubinetti.

Dry, scritto da Neal Shusterman e Jarrod Shusterman, rispettivamente padre e figlio, è una lettura adrenalinica.
La vicenda è narrata a più voci dai vari protagonisti: Alyssa, Garrett, Kelton, ragazzi che vedono il loro mondo disintegrarsi alla velocità della luce senza poter fare niente se non cercare di sopravvivere.
La trama è molto ben articolata e presenta una situazione catastrofica non così lontana dalla nostra realtà.
L’acqua è il bene più prezioso ma come tutte le cose a disposizione non ci rendiamo conto della sua importanza finché non ci viene negata.
E così accade nel libro.
All’improvviso una bottiglietta d’acqua è merce di scambio dal valore immenso.
Come sopravvivere a questo mondo capovolto?

Dry racconta a cosa può portare il cambiamento climatico e il disinteresse della politica.
Racconta la superficialità umana e l’incapacità di essere solidali quando è in gioco la nostra vita.
Hobbs usava l’espressione homo homini lupus e credo che questa idea sia molto bene descritta in Dry: tutti sono pronti a sopraffare il prossimo pur di avere una chance di sopravvivenza.
Eppure proprio i protagonisti dimostreranno che l’unica salvezza, anche in estremo pericolo, non è la sopraffazione ma il restare uniti.
Buona lettura.

Dry
Neal Shusterman e Jarrod Shusterman
Il Castoro, 2019, p. 385, €. 16,50

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