Intervista a Mirko Hilbrat

Ultima Modifica: Giu 29, 2020

Dopo aver letto il primo volume della sua trilogia (ecco qui la recensione di La rosa dei Venti – Le gocce di Lazhull), abbiamo fatto quattro chiacchiere con Mirko Hilbrat. Ecco cosa ci siamo detti:

Da dove è nata la tua passione per il fantasy?
Innanzitutto salve e grazie per l’intervista.
Allora, onestamente non saprei di preciso come rispondere. Sicuramente fin da bambino sono sempre stato attratto dal tema del fantastico, film come Willow, La storia infinita, Labyrinth ecc… visti da bambino mi hanno colpito fin da subito, credo però che la passione per il Fantasy “classico” (quello ispirato a Tolkien su cui si fondano le basi dei GDR stile D&D per intenderci) sia sbocciata in 3^ media, quando per l’appunto iniziai a giocare con i miei amici storici proprio a questi giochi di ruolo, addentrandomi quindi con maggiore approfondimento nelle dinamiche e nelle ambientazioni tipiche del Fantasy che oggi prediligo.

Il primo appuntamento con la Rosa dei Venti mi è piaciuto tantissimo, ci sono alcune parti che mi sono risultate più oscure, conto di tornarci e casomai chiederti spiegazioni. Ma sono curiosissima di leggere il nuovo capitolo. Hai qualche anticipazione per noi?
Certamente, avverto i lettori però, SPOILER ALERT del primo volume!!!
Chiarito questo… Presumo che avendo letto il primo volume, Le Gocce di Lazhull, avrai grossomodo chiaro il finale e soprattutto le varie ramificazioni che i percorsi di alcuni personaggi hanno intrapreso negli ultimi capitoli, dove quasi tutti i loro destini convergono nell’imminente assalto portato dalla Legione dell’Ovest alla capitale d’Ametista. Una battaglia che il lettore aspetta di leggere per sapere in quale modo andrà a concludersi… ecco… nel secondo volume, La Dispersione, iniziamo invece con un “time skip” di quasi un anno dopo questo evento (evento che verrà in ogni caso rivelato attraverso dei capitoli dedicati chiamati “Frammenti”). I personaggi presenti saranno mostrati quindi “dopo” quello che è accaduto quel fatidico giorno con tutte le relative ripercussioni… compresa la scomparsa del protagonista principale. Eh sì, forse la cosa più caratteristica del secondo volume sarà proprio l’assenza di Rion. Una scelta forse coraggiosa ma che ho voluto intraprendere per dare un lieve senso di smarrimento e mancanza, quella mancanza che solitamente ci ritroviamo a provare nel momento stesso in cui una persona ci viene a mancare e della cui presenza avevamo l’assoluta sicurezza. Non mi dilungo oltre per non rivelare troppo, quello che il lettore deve sapere però è che la storia che fa da sfondo avrà una svolta inaspettata ma, nonostante l’assenza del protagonista, ci penseranno la bella paladina Diamanda e altri nuovi personaggi a fare breccia nel cuore del lettore.

Qual è il personaggio della storia in cui ti immedesimi di più? Quello a cui sei più affezionato?
Bella domanda. In realtà in ogni personaggio c’è qualcosa di me, anche se molti di loro sono stati ispirati a personaggi già esistenti di altri universi narrativi che mi erano particolarmente piaciuti (ripresi da film, anime, videogiochi fumetti ecc…). In realtà probabilmente quello in cui mi immedesimo maggiormente è proprio il protagonista, Rion, che differentemente da altri, che ho curato nella caratterizzazione in maniera più studiata, lui è tendenzialmente il mio alter ego. Affezionato maggiormente… questo è difficile dirlo, ovviamente ognuno ha un posto speciale nel mio cuore, avendoli creati uno per uno, li adoro tutti, soprattutto gli antagonisti… gli Arconti, la strega Ravana ed il principe Mortis secondo me sono dei villain con la V (spero che i lettori abbiano avuto la stessa impressione) e nel secondo volume questi personaggi emergeranno molto di più. Diciamo, così su due piedi, che forse la bionda paladina, Diamanda, ha scavato con privilegio il suo alveo nel mio cuore (soprattutto dopo averla raffigurata in copertina e averle dato il ruolo di “protagonista” nel volume 2)

Abbiamo scoperto che hai una grande passione per le miniature. Ce ne parli?
Allora, diciamo che ho una grandissima passione (il ché è anche un grossissimo problema di spazio) per statue, figure, miniature ecc… (ogni rappresentazione 3d di un personaggio mi affascina). Per quanto riguarda la pittura delle miniature è un hobby che ho sempre avuto ma in verità mi ci sono dedicato ultimamente (con la scusa della quarantena, che in un modo o nell’altro dopo il lavoro mi obbligava a restare a casa) e ho iniziato a seguire di tutorial su youtube di persone molto più brave di me che potessero darmi dritte o mostrare tecniche diverse. Diciamo che al momento la cosa mi sta sfuggendo un po’ di mano… in due mesi avrò dipinto almeno 80 modelli…

La domanda di rito di ZeBuk: quali libri hai in questo momento sul comodino?
Ovviamente, oltre al secondo volume del mio romanzo (del quale ho una copia personale come prototipo di stampa, per rileggerlo e trovare eventuali refusi) qui vicino a me c’è l’edizione ristampata di: “Elric di Melnibonè” di Michael Moorcock, un classico del Fantasy un po’ datato che mi aveva sempre incuriosito ma che non ero mai (fino a poco tempo fa) riuscito a reperire.

Vi ringrazio di nuovo per la disponibilità e per le domande, quando volete sono sempre lieto e disponibile per altri “appuntamenti”.
Un saluto a voi, e a tutti i lettori che leggeranno l’intervista, ed un grazie a Scritturaatuttotondo per aver fatto da tramite.
A presto, Mirko.

Grazie a te, Mirko, e a presto con il tuo nuovo volume… 😉

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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