Devo essere brava, Alessandro Q. Ferrari

Lo so che cosa pensate. Perché dovrei leggere questa storia? Con tutto quello che ho da fare. Forse non avete capito. Dovete leggerla perché ne ho bisogno io. Se voi non la leggete, io non la scrivo e se non la scrivo finisce che faccio qualcosa di veramente pericoloso.

La recensione di Devo essere brava di Alessandro Q. Ferrari

Sara ha sedici anni, anzi praticamente diciassette visto che mancano pochi giorni al suo compleanno.
La sua vita non è affatto normale.
Sua madre è alcolizzata e ha lasciato la famiglia spostandosi a vivere in un appartamento al piano di sotto del palazzo dove vivevano Sara e il padre.
Dico vivevano perché una mattina la ragazza si alza e scopre che il padre se n’è andato, dove non si sa, chiedendole scusa e lasciandole trecentodue euro.
Sara giustamente si arrabbia, anzi si incazza proprio.
Perché questo impedisce alla sua famiglia di essere giusta, di essere riconosciuta idonea per il ritorno a casa di Rocky, il fratello di Sara mandato in istituto perché il contesto familiare non era ritenuto adatto.
Da questo momento Sara diventa una scheggia impazzita, tanta la sua rabbia nei confronti del padre, di Roveto, una città morta che non dà niente se non insegne da prendere a calci.
Sara si ritrova sola con i suoi problemi cercando di dire a tutti che va tutto bene mentre piano piano affoga.
Impossibile chiedere aiuto, i servizi sociali verrebbero allertati, impossibile vivere da sola, soprattutto impossibile riportare Rocky a casa in queste condizioni.

La mia opinione su Devo essere brava di Alessandro Q. Ferrari

Devo essere brava è il secondo romanzo di Alessandro Q. Ferrari ed esce oggi in libreria.
Una storia che morde, come morde Sara quando la rabbia diventa troppa e vuole esplodere a tutti i costi.

Un libro che racconta uno spaccato di dolore, disinteresse e grande forza.
Dolore per Sara che vede il suo mondo già precario collassare su se stesso, disinteresse del padre e anche della madre, che ti viene voglia di dar loro uno scrollone, e forza perché Sara è forte anche se si ripete di continuo di essere una nullità.

Devo essere brava è raccontato direttamente dalla voce di Sara, una voce disincantata, acuta, intelligente. Una voce che anche quando tace urla tutta la sua rabbia. La voce di un’adolescente, una voce che racconta il periodo più bello e più brutto dove odi e ami tutto, dove vorresti scappare via, dove gli adulti sono un mondo che ruota insieme al tuo ma da lontano.

Ma è anche una storia di aiuto, che arriva da chi meno te l’aspetti, di amici nuovi che non avresti pagato due lire, come Fumo, con i suoi stivali, una brutta reputazione ma il cuore grande o i vicini di casa di Sara che invece di forzare una soluzione riescono a far breccia nel muro che la ragazza ha innalzato intorno a se stessa.

Devo essere brava è una lettura intensa, un libro che urla la sua rabbia, che diverte con i buffi e meravigliosi messaggi di Rocky sulla Grandiosa Evasione dalla Residenza Scolastica Demoniaca, che commuove nel finale insperato che riesce a riequilibrare tutto e che fa riflettere, tanto, sulla nostra società, l’immaturità e l’inadeguatezza di chi dovrebbe proteggerci e sull’incapacità della scuola di essere altro oltre la didattica e gli incontri con lo psicologo.

C’è da essere grati per questo libro. Per Sara a cui non si può non volere bene e che viene voglia di abbracciare dicendole – Dai, ce la farai – per Rocky impavido e trascinatore come Napoleone e per tutti quelli impauriti, inquieti, insicuri ma costretti ad essere sempre i più forti.
Buona lettura.

Devo essere brava
Alessandro Q. Ferrari
De Agostini, 2020, p. 259, €. 15,90

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