Il pianeta degli alberi di Natale, Gianni Rodari

Percorsero la lunga pista, facendosi largo tra una folla di gente in pigiama e in pantofole. Avevano tutti l’aria di passeggiare sul terrazzo di casa per godersi il sole. La stazione era un edificio basso e lungo: era il primo che Marco vedeva sul nuovo pianeta, e chissà cosa s’aspettava di vedere. Si trattava invece di un fabbricato comunissimo, di mattoni e di vetro. Unica bizzarria, certi vasetti alle finestre, come quelli che noi sulla Terra teniamo per coltivarci gerani e altri fiori di cui non riusciamo mai a ricordare il nome: in quei vasetti, però, erano piantati tanti minuscoli alberi di Natale.
No, non dei semplici abeti: proprio degli alberi di Natale, ornati di festoni e neve finta, di stelle d’argento e di lampadine di tutti i colori.

La recensione di Il pianeta degli alberi di Natale, Gianni Rodari

Marco per i suoi nove anni riceve in dono un cavallino a dondolo dal nonno, il bambino però non è contento perché lo ritiene un giocattolo da mocciosi.
Ma durante la notte, proprio grazie al suo nuovo nuovo mezzo di trasporto il bimbo viene catapultato su un pianeta sconosciuto dove conosce un modo di vivere diverso da quello al quale è abituato.

La mia opinione su Il pianeta degli alberi di Natale, Gianni Rodari

Confesso che non avevo mai letto nulla di Gianni Rodari, forse qualche filastrocca alle elementari, ma nessuno mi aveva mai fatto conoscere l’incredibile fantasia di questo autore per bambini.

Quando ho iniziato a leggere questo lungo racconto non avrei mai immaginato che fosse stato scritto nel 1962. Il modo di scrivere è infatti molto attuale, è proprio vero che la fantasia non ha limiti ne di tempo ne di spazio.

Il pianeta degli alberi di Natale
Gianni Rodari
Einaudi Ragazzi, 2011, p. 159, €. 12,50

over quaranta, mamma, geometra e creativa con una fresca passione per il web e una vecchia passione per i libri in tutte le forme sia cartacea che digitale

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