Emergenza scuola, Giuditta Fagnani, Patrizia Scanu

«A che serve studiare? Chi sa rispondere?». Qualcuno osò rispostine educate («a crescere bene…», «a diventare brave persone…»). Niente, scuoteva la testa. Finché disse: «Ad evadere dal carcere». Ci guardammo stupiti. «L’ignoranza è un carcere, perché là dentro non capisci e non sai che fare».

La crisi sanitaria globale da Covid ha messo in discussione non solo la nostra quotidianità e i nostri diritti costituzionali, ma anche i bisogni e i diritti di bambini e adolescenti. Sono venuti meno la scuola, le relazioni, il gioco con i coetanei, la vita all’aria aperta, la serenità, la libertà, la gioia, l’esperienza del contatto e dell’abbraccio. Emergenza scuola, di Giuditta Fagnani e Patrizia Scanu, cerca di fare il punto della situazione.

La recensione di Emergenza scuola, Giuditta Fagnani, Patrizia Scanu

I nostri figli hanno subìto un trauma generazionale le cui conseguenza psicofisiche si faranno sentire a lungo

Dopo la lunga quarantena forzata, il rientro a scuola ha trasformato il già dissestato sistema nazionale di istruzione in un presidio sanitario, governato da regole ferree e del tutto estranee alle finalità della crescita e dell’apprendimento. Emergenza scuola prova a fare il punto sulla situazione.

La mia opinione su Emergenza Scuola, Giuditta Fagnani, Patrizia Scanu

La scuola italiana del 2020 è completamente diversa da quella dell’anno precedente. Si tratta di una scuola malata, nel senso che, come i media e l’intero mondo sociale, è completamente assorbita e concentrata sull’evitamento di una sola malattia.

Dopo un anno dall’inizio della pandemia stiamo ancora vivendo come in un’allucinazione di gruppo: non viviamo più abbracci e contatti fisici, siamo tutti mascherati e disinfettati, seguiamo tutte le precauzioni del caso, vivendo con ansia ogni momento. Soffriamo tutti di questa situazione, ma se possibile, i bambini e i ragazzi la soffrono più degli adulti. L’interrogativo più grande è come e quanto tutto questo ha influito e influirà sulla salute complessiva dei più piccoli. Quanto ne ha risentito il loro sviluppo affettivo, cognitivo e sociale, quali rischi fisici e psicologici stanno correndo. E soprattutto come possiamo aiutarli, difendendo la salute, il benessere, l’equilibrio.

Come tanti genitori, mi sono trovata ad affrontare l’emergenza Covid con poche informazioni e tanta impreparazione, come è ovvio. Se c’è un lato positivo di quest’esperienza è quello di aver imparato sulla propria pelle quanto sia importante vivere con consapevolezza, ogni minuto della nostra vita. Contro, soprattutto per i più giovani, c’è la perdita di ogni tipo di contatto fisico, l’impossibilità di confrontarsi nello sport e nei giochi, le regole ferree di distanziamento a scuola.

Emergenza scuola, sebbene con toni molto allarmistici (ma probabilmente molto obiettivi), mi ha aiutato ad avere più chiara la situazione e ad essere più cosciente di cosa noi adulti possiamo fare, di quali risorse possiamo disporre, per aiutare i ragazzi a vivere questa emergenza mondiale nel modo più equilibrato possibile.

Emergenza scuola
Giuditta Fagnani, Patrizia Scanu
Il Leone Verde, 2020, pag. 145, € 11,58

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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