A un metro dal futuro. Speranze e paure di una gioventù sospesa, Marco David Benadì

Chiara, 17 anni.
Castelnuovo Magra (La Spezia)
Nipote di una sarta che le ha insegnato il senso delle sfide, figlia di un’artista e di un geologo, frequenta l’unico liceo teatrale in Italia. Realismo e utopia. Il suo libro del cuore è la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Facciamoli parlare, questi giovani! Una raccolta di testimonianze di giovani dai 14 ai 19 anni sulla vita, sul futuro, sulla pandemia.

La recensione di A un metro dal futuro. Speranze e paure di una gioventù sospesa, Marco David Benadì

«Questo libro rompe lo schema. Sceglie di far parlare i gio­vani. Qui sono loro che si rivolgono ai lettori, con la loro freschezza, l’ingenuità talvolta, ma anche la grande passione, la capacità di essere diretti e autentici» (dalla prefazione di don Luigi Ciotti)

Come stanno i giovani? Che cosa pensano di questo tempo così difficile? Quali sogni e progetti coltivano per il futuro? E poi: hanno ancora voglia di cambiare il mondo? Marco David Benadì li ha incontrati, città per città, paese per paese, attraversando lo Stivale da Nord a Sud e ritorno. Così, i giovani protagonisti di questo libro hanno scelto di raccontare speranze e paure della loro età.
Con le tavole di Inka Mantovani e la prefazione di don Luigi Ciotti.
Parte del ricavato del libro viene devoluto ai progetti di Educativa di strada del Gruppo Abele, per favorire inclusione sociale ed emancipazione dei giovani che vivono in condizioni di marginalità.

Sì, è vero, siamo tutti stanchi e messi alla prova, anche duramente, dalla pandemia. Abbiamo avuto dolori e molte incertezze, abbiamo perso qualcuno, o qualcosa.
Ma, fra tutti, i ragazzi (e i bambini) hanno avuto la peggio, anche se forse non tutti lo danno a vedere: contatti, sentimenti, abbracci, scambi di sorrisi e di baci… e non solo: a tutti è mancata una risposta chiara su quello che accadrà, su cosa ancora succederà.
E loro ne hanno molto più bisogno di noi adulti, di quella chiarezza.

A un metro dal futuro è una raccolta di interviste, molto eterogenea, fatte ad adolescenti pescati in lungo e in largo per la penisola: Marco David Benadì ha incontrato ragazze e ragazzi delle scuole superiori e ha chiesto loro di parlare di sé, di quello che immaginano sarà il mondo, dei sogni, delle speranze, delle paure.
Gli incontri – organizzati grazie all’intervento di Libera. Associazioni Nomi e Numeri contro le Mafie, che da anni lavora a stretto contatto col settore giovanile – hanno fatto emergere un mondo interiore ricco e variegato, a discapito di chi accusa la generazione Z di vacuità e povertà di valori.

Ambiente, futuro del mondo, importanza dell’amicizia, degli obiettivi accademici e lavorativi, valore del sentirsi e accettarsi per quello che si è indipendentemente da generi e orientamenti affettivi e sessuali: sì, potremmo considerarli argomenti scontati, tirati in ballo per cavalcare l’onda, ma chiediamoci, in questo momento, qui, ora:

Cosa, davvero, oggi conta?

Ecco che i ragazzi rispondono, parlando di valori seri e impegnativi ma anche dell’importanza delle piccole cose:

«Secondo me ogni giorno dovremmo trovare una cosa bella per la quale poter dire: “Ma che bello!”».

Prendiamo esempio.

A un metro dal futuro. Speranze e paure di una gioventù sospesa
Marco David Benadì
Edizioni Gruppo Abele, 2021, pag. 80, € 19,00
ISBN: 978-9788865793190

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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