Le cattive, Camila Sosa Villada

La notte è profonda, gelida sul parco. Alberi molto antichi, che hanno appena perso le foglie, sembrano supplicare il cielo con una richiesta indecifrabile eppure vitale per la vegetazione. Un gruppo di trans fa la solita ronda. Camminano protette dalla boscaglia. Sembrano parte di uno stesso organismo, cellule di uno stesso animale. Si muovono così, come fossero un branco. I clienti passano in auto, diminuiscono la velocità quando vedono il gruppo e, fra tutte le trans, ne scelgono una che chiamano con un cenno. La prescelta risponde all’appello. Così è, notte dopo notte.

La recensione di Le cattive di Camila Sosa Villada

Le cattive è la storia di Camila, nata Cristian in una famiglia senza amore, con un padre alcolizzato che augurava a suo figlio Aids, sifilide e morte in un fosso. Camila se ne andrà in città e farà quello che tutte le trans fanno per sopravvivere, battere di notte in cerca di soldi e di un po’ d’amore.
Le cattive è anche la storia di Zia Encarna, madre di tutte le trans, dalle grandi mani e dal cuore immenso, è Maria la Muta, fragile com un uccellino, è La Machi dai lunghi capelli rossi e conoscitrice di oscure pratiche magiche brasiliane, è tutte le trans picchiate, uccise, morte di Aids, quelle che sono sopravvissute, come Camila, e quelle che si sono perse dietro ad occasioni e uomini sbagliati.

La mia opinione su Le cattive di Camila Sosa Villada

Le cattive è un romanzo pieno di coraggio e orgoglio. Una lettura portentosa e tremenda, che annoda lo stomaco e che ci fa vergognare come umanità per come usiamo, svendiamo, segreghiamo tutte le Camila del mondo.
Verrebbe voglia di abbracciare tutte le donne del libro, proteggerle da un mondo così crudele nei loro confronti, un mondo che non sa cogliere la luce che portano, i bagliori che emanano, un mondo che le usa per il piacere e poi all’alba le cancella.
Il libro è velato di realismo magico dove il confine tra reale e immaginato non è mai definito, dove i corpi si trasformano, accolgono, sono quasi liquidi, dove il gruppo è casa e rifugio e ci si fa forza a vicenda per sopravvivere a un’altra notte.
Il romanzo di Camila Sosa Villada è uno di quei libri che ti entra in testa e non se ne va più, un libro non facile da digerire, un libro che grida, fin dalla copertina bellissima e potente: Io ci sono, io esisto, non mi cancellerete dal mondo, io so chi sono e mi amo per questo. Un libro che impone di pensare la felicità perché riconoscersi è anche pretendere la felicità, la vita semplice, la luce del giorno.

“Hai diritto a essere felice”, ci diceva La Zia Encarna dalla sua poltrona in cortile. “Esiste anche la possibilità di essere felici”.

Buona lettura.

Le cattive
Camila Sosa Villada
Sur, 2021, 223 pag., € 16.50

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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