Com’è l’acqua?, Riconoscere ogni giorno il mare invisibile del patriarcato Maria Anna Di Gioia

Combattere idee preconcette e stereotipate è un dovere educativo assoluto, un compito pedagogico di prim’ordine, perché solo con una strumentazione cognitiva adeguatamente critica è possibile, se non liberarsene del tutto, almeno riconoscere le trappole in cui, con un grado più o meno elevato di inconsapevolezza, si abbracciano troppo facilmente visioni del mondo preconfezionate, rigide, impermeabili e immodificabili.

Un itinerario di conoscenze e pratiche, che copre i dieci mesi del calendario scolastico, con testi teorici e attività laboratoriali da integrare alla didattica quotidiana. Per riflettere con ragazze e ragazzi su stereotipi, conflitti e dinamiche di potere partendo dalla riflessione sulle manipolazioni culturali che ruotano attorno alle festività più popolari.

“Ci sono due pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: “Salve ragazzi, com’è l’acqua?”
I due pesci nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa: “Che cavolo è l’acqua?”
(Questa è l’acqua, David Foster Wallace)

La recensione di Com’è l’acqua?, Riconoscere ogni giorno il mare invisibile del patriarcato, Maria Anna Di Gioia

Quante volte capita, ogni giorno, di incappare in qualche luogo comune, in qualche modo di dire che fa ormai talmente parte del nostro vissuto, delle nostre abitudini quotidiane, che non ha più l’antico peso né il vecchio significato, per noi? Siamo talmente immersi in questa realtà che tendiamo a non rendercene più conto come dovremmo…

Dai giochi per bambine e quelli per bambini ai colori più adatti al maschio o alla femmina, dalle considerazioni sui mestieri e le professioni, molto della nostra vita è dettato e guidato dagli usi e i costumi e i pensieri di un modo di pensare che, volenti o nolenti, deve essere definito “patriarcato”.

Partendo da una prospettiva insolita rispetto ad altri testi che abbiamo letto, quella delle festività e delle giornate internazionali “contro” o “pro” qualcosa, Maria Anna Di Gioia ci suggerisce in questo volume – dedicato agli addetti ai lavori, gli insegnanti, ma adatto a chiunque voglia aprire un po’ la mente e provare ad osservare il mondo da un diverso punto di vista -, una serie di percorsi di discussione e di riflessione da proporre ai ragazzi della scuola secondaria di secondo grado che li aiutino (e CI aiutino) ad

“analizzare la violenza sotterranea, camuffata in altre ricorrenze che diamo per scontate, senza vederne alcuni spigoli, contraddizioni, ipocrisie, retaggi storici, cercando di evidenziare il modo in cui le giornate che” celebriamo” in modo acritico spesso rappresentano la base nascosta in profondità dell’iceberg della violenza, di cui i femminicidi non sono che l’apice.”

Com’è l’acqua? “è talmente stracolmo di indicazioni e di particolari su cui fissare lo sguardo che se ne potrebbe trarre materiale di discussione per mesi e mesi. Vi si trovano, oltre agli spunti di dialogo e di confronto da proporre ai ragazzi, oltre alle principali notizie normative, richiami ad autori e autrici che del femminismo o del sostegno alle battaglie per i diritti LGBTQ+ hanno fatto un proprio obiettivo.
Ma vi si trovano soprattutto un’apertura e una libertà incredibili, quelle che avrei tanto voluto trovare negli insegnanti dei miei tempi, quelle che a volte si trovano davvero sulle cattedre di oggi.

La mia opinione su Com’è l’acqua?, Riconoscere ogni giorno il mare invisibile del patriarcato, Maria Anna Di Gioia

Come l’acqua? di Maria Anna Di Gioia è un volume che intende portare avanti un’idea di condivisione, di dialogo aperto, qualcosa di cui abbiamo un gran bisogno, oggi che troppo spesso ci troviamo ognuno trincerato dietro le proprie convinzioni ed i propri stereotipi culturali.

La violenza della cultura patriarcale non è solo quella evidente del femminicidio, ma è soprattutto quella del non detto, quella del “si fa da sempre così”, quella del famoso “prima le donne e i bambini” citato da Elena Gianini Belotti, che nasconde dietro di sé qualcosa di molto più profondo.

Che ne arrivino a fiumi di portatori di dubbi e discussioni, che ci sia sempre più spesso modo di confrontarsi sul quotidiano e sull’ovvio, perché è su questi passi che si forma la cultura futura, è su questa strada che il mondo può – e deve – evolvere.

L’autrice: Maria Anna Di Gioia

Sono convinta del ruolo fondamentale che la scuola dovrebbe avere nel porre le basi per un reale cambiamento culturale orientato a mettere in discussione la cultura patriarcale in cui siamo tuttə immersi da secoli (se non millenni) e della necessità di una comune presa di coscienza e di un confronto importante tra docenti e studenti.
Docente di scuola secondaria di secondo grado e attivista femminista, si occupa di didattica e web, femminismi e saperi di genere. È coautrice di English around the Web (B.A Graphis editore, 2006), e anima il blog Laparolaeffe. Il mio spazio di ricerca su femminismi e saperi di genere.

Com’è l’acqua?, Riconoscere ogni giorno il mare invisibile del patriarcato
Maria Anna Di Gioia
Settenove, 2023, p. 203, €. 18,00

polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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