L’integrale. Metamorfosi, Pane, vino e cultura, AA.VV.

In tutte le presentazioni dell’Integrale, in tutte le interviste che ci è capitato di fare, la domanda arrivava immancabile: come è nata l’idea? Confesso, non ve ne abbiate a male voi domandatori, che mi girava la testa ogni volta, non ne vedevo l’interesse.
Come nasce una rivista? Come nasce qualsiasi cosa? Dall’incoscienza, dal desiderio, dagli incontri, per caso, chi se lo ricorda.

Il volume numero 7 del libro-rivista intitolato Metamorfosi, a cura di Diletta Sereni, Gabriele Rosso, Irene Soave, Tommaso Melilli.

Di cosa parla, piuttosto, L’Integrale. Siamo partiti dal pane, perché è stato un panificatore, Davide Longoni, a darci l’energia economica e il pungolo culturale per farla esistere (a lui si è aggiunto in seguito Christian Bucci, fondatore della distribuzione di vini Les Gaves de Pyrene Italia). Il primo numero prendeva dunque il pane come pretesto per raccogliere storie varie, perché il pane è una faglia culturale e narrativa, è cibo basilare di sussistenza e insieme massimo ricettacolo di simboli. C’è sempre, a ogni pasto, vale come antonomasia per tutto quello che ci nutre.

La recensione di L’integrale. Metamorfosi. Pane, vino e cultura, AA.VV

L’integrale è una rivista-libro.
Che parla di cibo parlando non solo di cibo.
Che ha ripensato la scrittura di cibo “liberandola dalla sola nicchia di appassionati e spaziando tra linguaggi e generi, dal giornalismo alla letteratura.”

Pubblicato da Iperborea, ispirato e sostenuto da Davide Longoni – panificatore – L’integrale è uno sguardo sul mondo dal punto di vista del cibo. Del pane in primo luogo, perché il pane è così antico che a divagare lungo la sua storia si finisce per ricostruire anche la nostra.

In questo numero, il numero 7, quello di settembre 2023, intitolato Metamorfosi, si parla de “La commistione tra mercato immobiliare e cibo artigianale, l’arrivo degli insetti nella dieta occidentale, una storia culturale delle ricette, il vino come pozione magica, e tanto altro.”
Articoli sul cibo, sì, ma non le solite ricette: una ricerca che è cultura, nel momento stesso in cui si cerca di andare oltre il semplice racconto di ingredienti e metodi di cottura.

Ogni numero è dedicato ad un tema particolare: gli articoli sono saggi, racconti, reportage, poesie, approfondimenti storici e scientifici “per esplorare, col pretesto di quello che mangiamo e cuciniamo, storie umane e fatti rilevanti della contemporaneità.”

Con scritti di: Dino Baldi, Paolo Cognetti, Ferdinando Cotugno, Ilaria Gaspari, Nicola Iafrate, Vincenzo Latronico, Tommaso Melilli, Paolo Pecere, Marco Rossari, Diletta Sereni, Irene Soave, Anna Wiener
Illustrazioni di: Gianluca Cannizzo
Foto di: Nicola Iafrate, Fontanesi

Con questo piglio – e Tommaso Melilli,
parte importante della nostra redazione, lo predica da tempo – ci si rende presto conto che a parlare di cibo si finisce a parlare delle stesse cose che muovono e scompigliano ogni altra dimensione del nostro confuso vivere: di amori e di morte, di ferite, paure e desideri, dei tanti passati e futuri da maledire o con cui provare a riconciliarsi.

La mia opinione su L’integrale. Pane, vino e cultura, AAVV

Ho una tesi nel cassetto. Parla di cucina. Di cultura, di vita che passa dal luogo che più di ogni altro è “casa”. L’incontro con questa rivista ha riaperto la voglia di mettersi in gioco e concludere un percorso, di trovare una via che in parte avevo smarrito.
A parlarmi sono state le immagini evocate dagli articoli di questa rivista, i racconti – ma certo, i racconti, fatti intorno al focolare, tutti riuniti, vicini, a nutrirsi di cibo e di parole – di argomenti tra i più disparati, tutti gravitanti intorno al cibo.

Un’illuminazione che ha scavato un solco profondo nel mio ego ferito – un lavoro rimasto in sospeso non un buon lavoro… o sbaglio?
In fondo la lettura è anche questo: un farsi continuo di domande, di esami di coscienza, a volte la spinta per ripartire.

Che sia la volta buona!

L’integrale. Metamorfosi. Pane, vino e cultura
AA.VV
Iperborea, 2023, p. 112, €. 19,00

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polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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