Adieu, Honoré de Balzac

…il conte di Sucy era uno di quegli uomini forti cui Dio concede il nefasto potere di uscire ogni giorno trionfanti dall’orribile lotta ingaggiata con un mostro sconosciuto. Ma basta che per un attimo Dio ritiri da loro la sua mano possente, e quegli uomini soccombono.

La recensione di Adieu, Honoré de Balzac

Pubblicato nel 1839, Adieu fa parte della Commedia Umana ed è diviso in tre parti.

È il 1819 e due amici, il Conte di Sucy e il magistrato d’Albon, sono usciti a cavallo. La giornata è afosa ma un temporale si annuncia prepotentemente. Sfiniti, accaldati e desiderosi di trovare velocemente un riparo i due arrivano presso un convento che appare abbandonato e che sembra un castello delle fiabe.

Mentre si guardano intorno scorgono una figura eterea e sfuggente che si muove in giardino. È una donna dai lunghi capelli neri e dal viso pallido. Cammina veloce, si arrampica sugli alberi e ricorda nelle movenze un animale.

Quando si avvicina Philippe la riconosce: è Stéphanie, l’amante di cui non ha saputo più nulla dopo la disfatta della Beresina durante la campagna di Russia.

Per Philippe ritrovare la donna è uno choc; infatti Stéphanie non solo non lo riconosce ma dimostra di aver perso la ragione a causa di ciò che ha passato. Per Philippe ritrovarla e scoprirla impazzita è un dolore atroce. Possibile che nulla possa far tornare la sua amata com’era un tempo?

La mia opinione su Adieu, Honoré de Balzac

Adieu è forse uno dei racconti meno conosciuti di Balzac eppure contiene al suo interno il mondo intero. I temi affrontati sono tanti e stratificati come esamina benissimo Alessandra Ginzburg nel suo saggio introduttivo.

Quando li incontriamo, i due personaggi maschili ci appaiono come due uomini importanti che stanno passando una piacevole giornata. Finché l’elemento Stéphanie arriva a turbare una giornata perfetta. Ed ecco che Balzac ci racconta la disfatta della Beresina, i morti, gli orrori, la paura e la lucida follia di uomini pronti a uccidere chiunque, anche il compagno di fianco, pur di mettersi in salvo.

Quando Philippe ritrova Stéphanie è l’inizio di un periodo terribile. L’uomo non accetta la sua nuova condizione. È pronto a ucciderla pur di non vederla così. Chiarificatore dei sentimenti di Sucy e del suo egoismo è il medico che cura Stéphanie, parente della donna, che afferma “Ti avrebbe uccisa quell’egoista! Ti vuol dare la morte perché soffre. Non sa amarti per te stessa, bambina mia!

Philippe decide di salvarla e riportarla alla ragione, costi quel che costi, e così si convince che farle rivivere il dramma da cui è cominciato tutto sia l’unica opzione. Ricostruisce la Beresina nella sua proprietà, veste centinaia di contadini da soldati sconfitti e porta la donna là. Crede che rivivere lo choc farà accendere la sua mente, è convinto che Stéphanie ritroverà la ragione e lo amerà di nuovo.

Adieu è un racconto che secondo me va letto più di una volta. Le tematiche sono molte e anche molto attuali, basti pensare all’approccio verso la malattia mentale da parte di Philippe che rifiuta il destino di Stéphanie, e di fatto proclama la sua incapacità di voler bene a una persona in quelle condizioni. E questa incapacità di accettare la malattia e venire a patti con il passato e ciò che ha portato nel presente diventerà per Philippe un peso gravoso. Cercherà di nasconderlo dietro a sorrisi di circostanza e vita sociale finché una sera non ce la farà più e si ucciderà.

Quando si ripete la frase attribuita a Calvino Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire ecco, Adieu è esattamente questo. Un racconto brevissimo, con testo a fronte per chi può goderselo in originale, che fa sorgere domande anche scomode nel lettore e lo pungola continuamente: cosa farei per salvare me stesso e chi amo, cos’è per me l’amore, come si vive con i i rimorsi? Non posso che consigliarvelo.

Buona lettura.

Adieu
Honoré de Balzac
Il ramo e la foglia edizioni, 2026, p. 144, €. 16,00

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SIBY
Francesca, 49 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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