Acido solforico, Amélie Nothomb

Venne il momento in cui la sofferenza altrui non li sfamò più: ne pretesero lo spettacolo.

Per essere fermati non serviva alcun requisito. Le retate si verificavano ovunque: chiunque veniva portato via, senza possibilità di appello. L’unico criterio era l’appartenenza al genere umano.
Quella mattina Pannonique era uscita per fare una passeggiata al Jardin des Plantes. Arrivarono gli organizzatori e setacciarono il parco. La giovane si ritrovò su un camion.
Non era ancora andata in onda la prima puntata: la gente non aveva idea di cosa gli sarebbe successo. Erano tutti indignati. Alla stazione, li stiparono su un carro bestiame. Pannonique vide che li stavano riprendendo: li scortavano numerose telecamere che non perdevano una virgola della loro angoscia.
Comprese allora che ribellarsi non solo non avrebbe affatto giovato, ma sarebbe risultato telegenico. Rimase dunque di marmo durante il lungo viaggio. Intorno a lei i bambini piangevano, gli adulti ringhiavano, i vecchi soffocavano.

La trama

Un reality show tutto nuovo, con regole ispirate ad uno dei momenti più orribili della storia dell’umanità.
Concentramento.
Una troupe televisiva gira per le strade di Parigi alla ricerca di concorrenti, che vengono caricati sui vagoni e internati in un campo dove altri interpretano il ruolo di kapò.
La vita di tutti i partecipanti (concorrenti e kapò, insieme) si svolge sotto l’occhio attento delle telecamere. L’audience massima si raggiunge quando i telespettatori decidono l’eliminazione-esecuzione di un concorrente attraverso il televoto.

“… Superò altri test che dimostrarono la sua capacità di picchiare sconosciuti, gridare insulti gratuiti, imporre la propria autorità, e confermarono che non si sarebbe lasciata commuovere da alcun genere di piagnisteo.
– Quello che conta è soltanto il rispetto del pubblico – disse uno dei responsabili. – Nessuno spettatore merita il nostro disprezzo.
Zdena approvò.
Le fu assegnato il ruolo di kapò.
– La chiameremo kapò Zdena – le venne detto.
Quel termine militaresco le piacque.
– Hai del fegato, kapò Zdena – disse alla sua immagine riflessa nello specchio.
Già non si accorgeva più che la stavano filmando. […]”

Le impressioni

Il titolo del reality show è “Concentramento”. Impressionante nei contenuti. Crudele, all’ennesima potenza. Corrosivo, nell’anima. Cattivo, tanto.
Ma cerchiamo, come sempre, di trovarci del positivo: la critica aspra e dura che Amélie fa alla società contemporanea è piuttosto chiara: la sofferenza è diventata spettacolo nella società attuale. E più le immagini sono ‘forti’, ‘crudeli’, ‘violente’, più lo spettatore si esalta. E non si stacca dal televisore. Dato che ormai è talmente abituato alla violenza che non la trova più così orribile…
Nient’altro da dire. Il pubblico uccide gli eliminati col televoto, per divertimento.
Ci sono opinioni discordanti su questo libro. Di sicuro è un’occasione per meditare su certi fatti.
Questo è il primo libro che leggo di questa autrice tanto criticata e discussa. ‘Geniale’ secondo alcuni, ‘un grande buco vuoto’ secondo altri (addirittura! come critica mi sembra esagerata…). Probabilmente è ancora presto per avere un’opinione seria sulla scrittrice, ma sullo stile che usa in questo libro nessun appunto: è capace di essere acida quanto serve, provocatrice al momento giusto, dolce e sentimentale quando la misura è colma.
C’è tanta cattiveria, tanto cinismo, tanta violenza. Un’atmosfera corrosiva. Però poi giri pagina e ti si apre un mondo di amore e dolcezza. Per poi farti tornare nel vortice: di nuovo cattiveria, cinismo, violenza, deliri d’onnipotenza… pagine in cui si rasenta la nausea, per quanto l’assurdo strazio e la tragedia reale siano da non credere, per quanto tu, mentre continui a leggere, dica a te stessa: “pensa se questo avvenisse davvero… no, ma l’umanità non potrà mai arrivare a questo punto…”
Però l’umanità, quella vera, si sta davvero abituando a certe immagini violente e a certa televisione.
Se questo libro mi sia piaciuto davvero… in questo caso è davvero un’opinione personale. Molto personale.

ACIDO SOLFORICO
Amélie Nothomb
Voland (collana Amazzoni), 2007, pag.131
ISBN: 9788888700533

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

4 COMMENTS

    • Aspetta aspetta! C’è ancora in ballo Igiene dell’assassino e tutti gli altri!

      Illuminante, nel suo modo di scrivere. Acida, sì. Molto. Cruda e vera.
      Bella davvero, una bella scoperta!

      … e dirò anche che per certi versi capisco la polemica sulle recensioni negative…

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here