Divergent, Veronica Roth

C’è solo uno specchio a casa mia, dietro un pannello scorrevole nel corridoio al piano di sopra. Secondo le regole della nostra fazione, mi è permesso starci davanti una volta ogni tre mesi, il secondo giorno del mese, quello in cui mia madre mi taglia i capelli. La osservo: appare calma e concentrata. È molto esperta nell’arte di dimenticarsi di sé. Non posso dire lo stesso di me. Mi guardo furtivamente nello specchio. Nel riflesso vedo un viso sfilato, occhi grandi e rotondi e un lungo naso sottile. Sembro ancora una bambina, anche se in non so quale giorno delle ultime settimane ho compiuto sedici anni.

Divergent è il primo libro della trilogia distopica young adult “The Divergent Trilogy”. (da wikipedia: Per distopia s’intende una società indesiderabile sotto tutti i punti di vista. Il termine, da pronunciarsi “distopìa”, è stato coniato come contrario di utopia ed è soprattutto utilizzato in riferimento alla rappresentazione di una società fittizia (spesso ambientata in un futuro prossimo) nella quale le tendenze sociali sono portate a estremi apocalittici.)

Il romanzo si svolge in una città di un futuro imprecisato dove la popolazione si è divisa in fazioni per mantenere la pace, ognuna delle quali ha il proprio ruolo nella società: ci sono i Candidi, che ritengono che la colpa della guerra sia l’ipocrisia e quindi sono sinceri e dicono sempre la verità e si occupano della legislazione; ci sono i Pacifici che reputando la malvagità la maggiore causa della guerra e quindi sono gentili e rigettano l’aggressività e si occupano di coltivare le terre; ci sono gli Eruditi che pensano che la guerra sia conseguenza dell’ignoranza, e quindi seguono la via della conoscenza e sono insegnanti o ricercatori; ci sono gli Abneganti che pensano che il motivo principale delle guerre sia l’egoismo e quindi sono caritatevoli e ricoprono le posizioni di governo; infine ci sono gli Intrepidi, che credono che la guerra sia causata dalla codardia e quindi sono coraggiosi e forti e proteggono la popolazione.

Tutte le persone che non stanno in uno di questi gruppi fanno parte degli Esclusi, persone che vivono al di fuori della società mendicando, perché non sono riusciti a superare l’iniziazione ad una fazione, o ne sono usciti dopo averne fatto parte.

La protagonista del romanzo è Beatrice Prior, una sedicenne che vive con i suoi genitori e suo fratello nella fazione degli Abneganti.
Come ogni sedicenne, da tra pochi giorni dovrà fare la scelta della vita: dovrà scegliere a quale fazione appartenere. Per aiutare i giovani in questa scelta esiste un test attitudinale basato su una simulazione mentale. Quando però Beatrice vi si sottopone, il test, da risultati multipli e le viene spiegato di essere una Divergente, ma non può farne parola con nessuno: essere Divergente è molto pericoloso.

Il giorno dell’iniziazione, mentre suo fratello Caleb, sorprendendo tutti, Beatrice stessa per prima, sceglie gli Eruditi, lei decide per gli Intrepidi.

Beatrice, che nel frattempo decide di farsi chiamare “Tris”, si ritrova a dover affrontare un’iniziazione alla nuova fazione molto dura. Durante l’iniziazione conosce nuove persone, tra cui gli amici Will, Christina, Al e il suo istruttore Quattro, di cui si innamora.

La Roth ha una scrittura semplice, chiara, che però riesce a coinvolgere il lettore fin dalle prime pagine. Si resta con il fiato sospeso addentrandosi nelle pagine del libro.
Anche la storia d’amore tra Tris e Quattro, pur essendo scritta per un pubblico giovane, è delicata, per niente smielosa e si sviluppa rispettando l’innocenza data dalla fazione di nascita dei protagonisti.
Essendo poi il primo libro di una trilogia, crea diverse aspettative che fanno in modo di prosiguire con la lettura anche degli altri.

Molti tendono a paragonare la trilogia di Divergent alla serie degli Hunger Games, personalmente avendoli letti entrambi, non concordo: di comune hanno solo il genere d’appartenenza (young adult distopico appunto).

 

Divergent
Veronica Roth
De Agostini, 2014, p. 480, €. 14,90

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Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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