Katia viaggia leggera, Fabrizio Silei

“Alla fiera dell’est, per due soldi, un topolino mio padre comprò!”
A sentirli mi venne da piangere. La vita è proprio uno schifo quando si è bambini, pensai. Ma io non mi sentivo più una bambina da tempo oramai, non volevo più esserlo. E poi adesso avevo le mie scarpe e dovevo farmi forza, andare avanti.

In queste parole sta una gran parte del senso di questo romanzo: a quattordici anni bisogna già essere in grado di farsi forza e andare avanti, ragazzi, con le proprie gambe e con le proprie scarpe!

Possibile? Davvero a quattordici anni si deve essere già così grandi, così adulti, così responsabili? Per Katia sembra proprio l’unica alternativa. Per Katia e per tanti ragazzi come lei, la Vita ha scelto la via pesante, fatta di lotta per la sopravvivenza quotidiana e di spostamenti continui alla ricerca di un lavoro, di una casa, di una famiglia, che siano quelle definitive. E allora è costretta a viaggiar leggera, con una valigia, poche cose e minimi affetti.
Un giorno però Katia e sua madre incontrano Vincenzo, affabile, simpatico, pieno di fascino e capace di usarlo, quel suo dono…

La mia opinione su Katia viaggia leggera di Fabrizio Silei

Apri il libro e ti senti tornare a quell’età. Anche se non parlavi proprio così, tu, anche se i problemi di quell’età li vedi oggi con occhi diversi e capisci e comprendi col cuore quanto fossero assolutamente fondamentali, per sopravvivere, certe cose che ora giudichi piccolezze: la camicetta di mamma rubata per esser più bella, quegli occhi che ti guardano in un certo modo, la canzone ascoltata in cuffia, la vita ‘normale’ di una ragazzina di quell’età…
Katia è anche abbastanza fortunata, a dirla tutta: non ha grandi problemi con i ragazzi, fa amicizia piuttosto facilmente e non è vittima di bulli. Ma fa una vitaccia il suo cuore, sempre a dover respingere i sentimenti per paura di farsi male ancora una volta, al prossimo trasferimento. È già sveglia, Katia, e comprende benissimo i raggiri e le falsità del mondo degli adulti, sa come approfittarsene e come ingannarli a sua volta. Quando ci pensi, con la mente da adulta, ti viene un brivido: le abbiamo insegnato il cinismo, la freddezza, la connivenza., la volontaria mancanza di etica e di morale. Le abbiamo insegnato che se le truffe si fanno ai disonesti allora sono giuste, come se tutti fossimo dei Robin Hood…

Amarezza. Ecco cosa ho provato a leggere questo libro con la testa di una donna di 40 anni (perché volenti o nolenti, ce li ho già da qualche anno, quei 40 anni). Poi però ho provato a trasformarmi di nuovo nella ragazzina che ero e ho riletto certe pagine con l’emozione che avrei provato allora, sentendomi così coinvolta dalla vita instabile di Katia, che non ha una camera tutta sua dove attaccare i poster, che non ha le scarpe nuove e il cellulare novità, che non ha gli stessi compagni di scuola da un anno all’altro, che non può permettersi di innamorarsi perché tra un mese chissà dove la porta la vita. Perché in fondo sono queste, prime delle altre – quelle enormi, da grandi – le sue priorità: quelle di una quattordicenne che vorrebbe davvero sentirsi ‘normale’, come le altre. E questa è la riflessione fondamentale che dovremmo fare, noi adulti.

Credo che questo non sia un libro solo per ragazzi. Credo che questa storia dovrebbero leggerla i ragazzi, sì, soprattutto quelli che hanno tutto a disposizione, che vivono una vita leggera e serena, che sanno che esistono altre realtà ma non hanno mai provato sulla pelle cosa significhi vivere nella precarietà. Ma credo anche che questa storia faccia bene a tanti cosiddetti adulti, perché ogni tanto un bagno nell’adolescenza dovremmo farlo tutti. Soprattutto per renderci conto di quanto con certi nostri atteggiamenti possiamo far male ai nostri figli.

Età di lettura: dai 12 anni

Katia viaggia leggera
Fabrizio Silei
San Paolo Edizioni, 2013, pag. 264, € 14,37
ISBN: 978-8821579660

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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