Tutte le donne di, Caterina Bonvicini

Ada è quella che ti fa più paura. Dominante ex moglie – ma è una bella gara fra dominatrici, qui – madre di Paoletta, dopo il divorzio si è ritagliata il ruolo di migliore amica. E chi la detronizza più. Vittorio le racconta tutto, perfino le sue storie clandestine. Dal modo in cui ti guarda – lei è a capotavola – capisci benissimo che le ha parlato anche di te.

Una noia. Non parlo del romanzo, non fraintendetemi, anzi! Parlo della vita di ‘ste povere donne che non hanno altro in mente che quest’uomo. Parlo della vita di queste “donne di”, che sembrano non vivere per altri che per lui, il Vittorio.
E invece.
E invece, quando lui scompare, ecco che si riscoprono vive, ecco che riscoprono di avere una vita propria, dei gusti propri, delle preferenze, delle simpatie. Celate in parte, controverse spesso, liberate finalmente.
Solo Lucrezia, la mamma di – che forte e piena di spirito dall’alto dei suoi novant’anni, castiga ognuna delle altre con battute al vetriolo – riesce a sovrastare il coro lamentoso delle donne di, libera lei di essere come è sempre stata, libera di parlare senza peli sulla lingua.

Possibile? Possibile che una donna possa arrivare ad annullare se stessa e apparire solo come “la donna di”, “la moglie di”, “l’amante di”, “la figlia di”, “la sorella di”? Possibile? Pare di sì.

Frida comincia a rendersi conto che lei non può essere nessuno per Francesca. Perché non è una donna di. Il nome nemmeno conta, il succo si concentra nella preposizione. I loro fantasmi abitano in quel complemento di specificazione – in un genitivo, i loro sentimenti.

Merita dedicare qualche giorno a questo libro, merita anche sorbirsi tutte le noie di, e i soliloqui a volte (non sempre!) scontati e noiosi, se non fosse per altro almeno per il finale a sorpresa, che non vi racconto ma che vi colpirà come uno schiaffo a mano aperta, non doloroso ma parecchio d’impatto 🙂

Più che di amore, questo romanzo parla di libertà represse, di uomini deboli e di donne ancora più deboli. Aiuta a scoprire parti di sé che a volte vengono dimenticate volutamente e dà uno spunto di ironia per vedersi con occhi diversi. Un esercizio da fare, quello di vedersi come “la donna di”, per capire se davvero siamo donne indipendenti o se siamo anche noi donne di qualcun altro!

Un appunto personale che mi sono presa è quello di indagare gli altri romanzi di Caterina Bonvicini, per capire se questo piccolo lavoro di stile è una conferma: in questo romanzo ha tanti modi di essere quanti sono i protagonisti, e questo è un particolare che mi intriga… 🙂

Tutte le donne di
Caterina Bonvicini
Garzanti (collana La biblioteca della spiga), 2016, pag. 208, € 13,60
ISBN: 978881168904-1

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[credits: morguefile.com]

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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