Silenzio, Luana Troncanetti

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Il dolore ti infila in una pelle diversa, ti riveste di volti sconosciuti, scolpisce lineamenti estranei finché non ti smarrisci in un’immagine oscura. Diventi così un’ombra, qualcosa di mostruoso che ti fissa al di là dello specchio. Segui le pieghe della tua nuova faccia con le dita appena tremanti, senza porti domande.
A questo ti porta il dolore.

Ho ammesso in più di un caso che le storie che mettono ansia e angoscia non sono quelle che amo di più. Ho ammesso che alla prima traccia di sangue mi prende il panico e che l’unica persona che non mi fa terrorizzare, in caso di delitti, è la mia amata Jessica Fletcher… 🙂

Ora però devo dire che sto provando ad affrontare le mie paure e che – dopo aver rotto il ghiaccio con Luigi Schettini e il suo Qui giaccio – forse ho trovato un’altra persona giusta per me: la scrittrice che mi fa si tanta paura in questo romanzo noir che parla di un omicidio agghiacciante, ma che sa coglierti di sorpresa con la sua ironia e farti sorridere in più di un’occasione nel bel mezzo delle indagini su un delitto così efferato e feroce.

Silenzio è una storia noir, fatta non solo di morti reali e violente. Silenzio è fatta di morti dell’anima, di melma che copre il fondo dell’esistenza umana, di misteri e parole non dette. Silenzio è fatta anche di amore, però, di passione, di risate e personaggi curiosi. Silenzio è fatta di quella Roma che si ama oppure no. È fatta di Vita.

E Luana Troncanetti la conosce bene, quella Roma, e la racconta ancora meglio.

Roma non la capisci se la respiri brevemente. Non la capiscono i turisti, la gente di passaggio, non la capiscono neppure certi romani, quelli che la respirano a fatica. Perché lei è satura di narcisismo e indolenza, sicura di sé come una splendida cinquantenne che sa di essere ancora sexy da morire.

Le storie come questa vengono definite “pageturner”: non si riesce a lasciarle prima di averle finite. Io appena finito, sono tornata a leggere pagine indietro perché ci trovavo un piacere esagerato, un grande amore per la Vita, nonostante tutto.
Ci sono tante storie dentro questo libro, tante: legate a doppio filo l’una con l’altra, per una parola, per un sentimento, per una conoscenza di vecchia data. E non ce la fai davvero a mollare il libro finché non hai raggiunto l’ultima pagina, finché non hai capito cosa è successo veramente, perché, chi, come, quando. Alcune di queste storie vorrei continuare a leggerle, vederle sviluppate, per capire dove possano portare, altre mi hanno lasciata con un amaro in bocca che non credevo, ma così è la vita, altre ancora le leggo e rileggo anche dopo aver finito il romanzo: hanno qualcosa che… E sì, certo che ti interessa capire chi sia il colpevole, ma non solo quello: ti interessa la Vita, quella tra le pagine,  quella che si intreccia a tutto il resto. La Vita.

Un romanzo che merita di essere letto, per l’idea, per lo svolgimento, per la caratterizzazione dei personaggi,  per l’ironia di Luana, e perché magari, leggendolo in tanti, la convinciamo a metter giù altre avventure dell’ispettore capo Proietti, uno che vi piacerà un sacco!

Silenzio
Luana Troncanetti
Formato Kindle, 2016, €. 3,99

Per acquistare:

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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