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Settembre 1939
Avevano spento la radio e, sebbene la stanza fosse piena di gente, il silenzio era completo al punto che Polly percepiva, quasi sentiva, il battito del proprio cuore. Finché nessuno parlò, finché nessuno si mosse, vi fu un ultimo scampolo di pace…
Se il primo capitolo della saga, Gli anni della leggerezza, vi aveva lasciati con la convinzione di un invito a leggere, con il piacere di una storia che – seppur con molti lati ancora da capire – sapeva essere leggera al punto giusto ma sapeva anche insegnare e dare buoni spunti su cui meditare, con Il tempo dell’attesa, nuovo capitolo della saga scritta da Elizabeth Jane Howard, questo entusiasmo si è un po’ placato.
La recensione di Il tempo dell’attesa, Elizabeth Jane Howard
Non perché la storia non sia piacevole ma perché il titolo rende benissimo l’intero sviluppo delle vicenda: una lunga attesa. L’attesa della guerra, che si sta facendo sempre più vicina, con la sua ombra che si stende sui pensieri e sulle giornate della famiglia Cazalet. L’attesa che tutto finisca, in un clima sospeso come in una bolla, tra la vita quotidiana fatta dei piccoli dilemmi dei più giovani e delle paure di tutti. L’attesa.
È sicuramente un gran ritratto quello che fa Jane Howard della famiglia Cazalet, fatto di colori ora meno vivaci di prima, di speranze, sorrisi, tradimenti e segreti. Fatto di domande e interrogativi sul proprio futuro da parte dei giovani membri della famiglia: a parlare, qui, sono le donne, Louise, Clary, Polly. Chi inseguendo il sogno di una vita da attrice, chi scrivendo e analizzando “tutte quelle cose di cui la gente evita di parlare”, chi ancora cercando il suo ruolo – non ancora così chiaro – nel mondo.
Ritratto di un momento della Storia, non solo di una famiglia benestante: accurata descrizione degli usi e dei costumi, dei pensieri, dei piatti serviti a tavola e delle abitudini di una famiglia borghese, della campagna del Sussex dove si sono ritirati, perché la città è diventata troppo pericolosa; un racconto che fotografa ambienti e scorci di vita:
C’era un’atmosfera tesa e infiammabile, notò Polly, anche se fuori era una molle domenica settembrina, col profumo di foglie bruciate che saliva dal falò appiccato da McAlpine, e ogni cosa sembrava come al solito. I bambini furono mandati fuori dal salotto: gli adulti volevano parlare e naturalmente tutti quelli che non erano considerati tali la presero male.
La mia opinione su Il tempo dell’attesa, Elizabeth Jane Howard
Il tempo dell’attesa di Elizabeth Jane Howard è stato una lettura un po’ lenta ma non posso dire che non sia stata una lettura piacevole: immergersi negli ambienti e nelle atmosfere di un altro tempo mi è piaciuto, anche se in certi momenti quella mollezza fa quasi rabbia, con la guerra così vicina e nessuna apparente voglia di reazione.
Aspetto i nuovi capitoli della saga dei Cazalet, perché nonostante questa momentanea lentezza credo si tratti di un gran bel lavoro, scritto da una donna profonda e interessante, in un momento storico importante, che val la pena di essere conosciuto molto meglio.
Leggete con me?
Il tempo dell’attesa
Elizabeth Jane Howard
Fazi Editore (collana Le strade), 2016, pag. 640, € 18,50
ISBN: 9788876259890
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