The Hate U Give, Angie Thomas

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Khalil mi abbraccia, e profuma di sapone e borotalco. «Come stai? È un pezzo che non ti si vede.» […] «La scuola e la squadra di basket mi tengono occupata» rispondo. «Ma sono sempre al negozio. Sei tu quello che non si fa più vedere.»
Le fossette scompaiono. Si strofina il naso, come fa sempre prima di dire una bugia. «Ho avuto da fare.»
Certo. Le Jordan nuove, la maglietta bianchissima, i brillantini alle orecchie. Quando sei cresciuto a Garden Heights, conosci il vero significato dell’espressione “avere da fare”.
Cazzo. Vorrei che non fossero quelle, le cose che ha da fare. Non so se ho più voglia di piangere o prenderlo a schiaffi.

Un colpo nello stomaco. Una pugnalata a sangue freddo.
Ecco la sensazione che ti sbatte in faccia questo libro.
Appena uscito, nel 2017, è stato inserito subito al primo posto tra i best-seller per Young Adults del New York Times. E i motivi ci stanno tutti.

Cosa significa crescere in un quartiere in cui spesso basta il colore della pelle come giustificazione all’essere uccisi? Cosa significa assistere all’omicidio di un amico, che non aveva alcuna colpa se non quella di essere nero? Cosa vuol dire avere il coraggio di dire la verità, testimoniare in difesa di chi non c’è più, accusare chi dalla stampa è dipinto come la vittima e in realtà è l’assassino?

Starr, sedicenne afroamericana, dovrà fare i conti, ancora una volta come in tutta la sua vita, con una realtà dura e cattiva, con una società ingiusta che fa dell’apparenza il modello di riferimento, con il coraggio che ci vuole per dire la verità.

«Perché ascolti sempre questa musica preistorica?»
«Stai scherzando? Tupac era la verità.»
«Sì, vent’anni fa.»
«Nah, anche adesso. Per esempio.» Mi punta contro un dito, il che significa che sta per lanciarsi in uno dei suoi sermoni filosofici. «’Pac diceva che Thug Life, cioè “vita da teppista”, stava per “The Hate You Give Little Infants Fuck Everybody. L’odio che rovesciamo sui bambini fotte tutti.” […] Nel senso che quello che la società ci vomita addosso da piccoli le si rivolta contro quando ci incazziamo. Capisci?»
«Cavolo, sì».

Devastante la scena dell’omicidio, sembra di essere lì con Starr, con il suo grido di terrore che non ha voce e non riesce a uscire dalla gola.
Eppure non si tratta solo di un libro, non solo di una storia inventata. Il razzismo, l’odio, la violenza, sono argomenti quotidiani ovunque, purtroppo. E in certe parti dell’America quelle raccontate da Angie Thomas sono scene reali, non solo realistiche. Storie come quelle di Rodney King, omicidi come quello di Michael Brown, poliziotti bianchi che sparano a cittadini afroamericani (più o meno colpevoli), sono fatti all’ordine del giorno.

L’ho già visto succedere un sacco di volte: un nero viene ucciso soltanto perché è nero e si scatena l’inferno. Anch’io ho twittat hashtag commemorativi, condiviso foto su Tumblr e firmato ogni singola petizione. Dicevo sempre che se ne fossi stata testimone avrei gridato più forte di tutti, perché il mondo sapesse cosa era accaduto.
Ora sono quella persona, e ho troppa paura per parlare.

La violenza deve essere denunciata. Ovunque si manifesti. E con questo suo libro Angie Thomas ha fatto un passo molto importante verso la verità.

Il premio Mare di Libri

The Hate U Give è stato premiato dalla giuria di Mare di Libri la scorsa estate: la giovanissima giuria formata da 10 ragazzi, forti lettori tra i 14 e i 16 anni, ha scelto questo libro-verità tra i 5 selezionati e a me pare un segnale forte e potente della strada che dovrà prendere il nostro futuro…

Il film

La scorsa estate The Hate U Give si è trasformato anche in un film, che dovrebbe essere in distribuzione nelle sale italiane a marzo di quest’anno. Lo guarderete?


The Hate U Give. Il coraggio della verità
Angie Thomas
Giunti (collana Waves), 2017, pag. 416, € 14,00
ISBN: 9788809836402

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