Amy e Isabelle, Elizabeth Strout

Faceva un caldo terribile l’estate che il professor Robertson lasciò la città e per molto tempo il fiume fu soltanto una cosa piatta stesa lì, al centro della città, come un serpente marrone morto, con la schiuma giallastra a raccogliersi sulle sponde.

La recensione di Amy e Isabelle di Elizabeth Strout

É un’estate afosa come non ce n’erano da anni.
Il cielo è una cappa lattiginosa che non lascia passare i raggi del sole e il fiume che separa le sponde della città è immobile.
Isabelle lavora come segretaria e sua figlia Amy è stata assunta nella stessa azienda per l’estate in sostituzione di una collega della madre.
Isabelle ed Amy passano tutto il giorno insieme ma non si parlano.
Si guardano a malapena, sfiorandosi con lo sguardo quando l’altra non può vedere.
Anche a casa le parole sono poche perché è successo qualcosa che le ha divise.
Isabelle ha scoperto che sua figlia non solo le ha mentito ma ha commesso una grave, gravissima impudenza mettendo a rischio tutto quello che lei, Isabelle, ha tentato di costruire da quando si è trasferita in città.
Amy crede di odiare sua madre, la sua rigidità, la sua finta perfezione nascosta dietro i capelli tirati, le calze indossate anche d’estate e la sua superiorità.
Sarà un’estate lunga, carica di cose non dette, di sogni infranti, di rivelazioni.
Un’estate in cui tutto cambierà.

La mia opinione su Amy e Isabelle di Elizabeth Strout

Amy e Isabelle è il primo romanzo di Elizabeth Strout.
Una storia intensa e ben scritta sul rapporto madre – figlia ma non solo.
Infatti l’autrice ci presenta un variegato insieme di donne, le colleghe di Isabelle e le abitanti del piccolo paese in cui è ambientato il romanzo.
Siamo negli Stati Uniti, negli anni settanta, in una cittadina dove tutti si conoscono. Una città divisa tra i quartieri ricchi e le case di periferia.
Isabelle si è trasferita là dopo la morte del marito, almeno è questo che ha sempre raccontato, e la sua vita da allora scorre sempre uguale.

Il vero problema, ovviamente, era che lei e la madre stavano insieme tutto il giorno. Ad Amy sembrava che una linea nera le tenesse collegate, una linea non più pesante di un tratto di matita, forse, ma una linea che era sempre presente. Anche se una di loro usciva dalla stanza per andare in bagno, o alla fontanella che stava fuori nel corridoio, per dire, la linea nera non aveva problemi; non faceva altro che passare attraverso il muro e continuava a tenerle unite.

Amy è una ragazza che si sente oppressa dalla madre. Vorrebbe indietro il rapporto che avevano anni prima mentre ora è tutto un rimprovero.
Ma perché Isabelle ed Amy sono così distanti l’una dall’altra?
La ragazza ha commesso uno sbaglio, qualcosa che sua madre non riesce a perdonarle perché rivede in quello sbaglio ciò che in qualche modo l’ha condotta in quella cittadina e a quella vita.

Elizabeth Strout descrive molto bene l’impasse in cui si trovano i suoi personaggi, bloccati in uno schema comportamentale che non riescono ad infrangere.

Amy e Isabelle è un gran libro, un romanzo dove ogni parola ha il suo peso nel disegnare un microcosmo complesso di rapporti e sentimenti.
Buona lettura.

Amy e Isabelle
Elizabeth Strout
Fazi, 2015, p. 474, €. 19,50

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