Il bambino tutto solo, Roland Topor

C’era una volta un bambino
che viveva tutto solo…
nel cavo di un albero, in mezzo alla foresta.

La recensione di Il bambino tutto solo di Roland Topor

Un bambino vive tutto solo nella foresta.
Non ha padre, né madre, né amici.
Unico contatto esterno al suo microcosmo è un uccello che ogni giorno gli porta da mangiare.

Un giorno arriverà una principessa.
Il bambino riuscirà ad esserle amico e la principessa potrà salvarlo dalla sua solitudine?

La mia opinione su Il bambino tutto solo di Roland Topor

Già pubblicato nel 1969, Il bambino tutto solo ritorna oggi ai lettori grazie a Vanvere.
Il libro è un cartonato, di piccole dimensioni, una pagina illustrata e una completamente bianca. Le illustrazioni sono quasi schizzi, semplici, al centro della pagina, inquadrate dallo sfondo tratteggiato.
Il testo molto breve sottolinea ogni illustrazione.

Il bambino tutto solo è una storia romantica e favoleggiante di crescita e appartenenza al mondo.
Il protagonista non ha nemmeno un nome e in fondo a cosa servirebbe averne uno se non c’è nessuno ad usarlo? Non crede di aver bisogno di niente tranne il cibo che gli porta l’uccello ma prima una piuma e poi l’arrivo della principessa gli faranno capire l’importanza dello stare insieme agli altri.
Il bambino scoprirà il gioco e la fantasia, l’amicizia, l’amore e la rivalità.

Una storia intima, sussurrata quasi, che con poche parole racconta tutto l’universo del nostro protagonista ritraendo una realtà ricca di momenti di passaggio. Una fiaba che nasconde sotto la superficie significati profondi e momenti crudeli ma che racconta la crescita, l’amore e il suo potere salvifico.
Buona lettura.

Un bambino tutto solo
Roland Topor
Vànvere, 2019, p. 96, €. 14,00

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