Storia della felicità, Gérard Thomas

“dobbiamo cercarla ogni giorno, senza stancarci, senza perdere la speranza. Perché è la risposta che dobbiamo al primo sguardo che avevamo nell’istante in cui siamo nati, ma anche perché lo dobbiamo alla persona che amiamo se ce l’abbiamo, lo dobbiamo ai figli, alle madri, ai padri, agli amici e a tutti gli altri individui con cui condividiamo questo pianeta, lo dobbiamo all’amore, che ci dà la possibilità di avvicinarci a quei momenti. Lo dobbiamo alla vita.”

La recensione di Storia della felicità, Gérard Thomas

“è dall’amore che si è dato nella propria vita che deriva la misura della felicità che si può dire di aver avuto. E non è una risposta di testa, è la risposta più di cuore che si possa concepire.”

L’assunto di partenza è semplice ed essenziale: gli esseri umani fin da quando nascono hanno un obiettivo chiaro in mente, essere felici. Sono le condizioni ambientali, familiari, sociali ed economiche a creare poi una serie infinita e talvolta insuperabile di situazioni che rendono questa meta irraggiungibile. Ma questo obiettivo è alla fine l’unica reale pulsione che muove la vita di noi tutti, la fonte di energia primaria, il motore che ci rende vivi, il nostro «Big Bang». Questo libro, difficilmente inquadrabile nelle categorie tradizionali, racconta questo percorso attraversandolo in molteplici dimensioni. Una via «esistenziale», una via «mistica», una via «economica», una via «politica» e finalmente una via «quotidiana». Supponendo, con l’utopia anarchica tipica di questo autore, che sia teoricamente possibile essere felici, ma anche considerando che solo raramente gli esseri umani riescono a esserlo davvero.

La mia opinione su Storia della felicità, Gérard Thomas

“Penso che in quello sguardo ci sia qualcosa di enorme, di primordiale, una specie di energia incontenibile, la stessa che era compressa in un punto infinitesimale che conteneva tutto l’universo nel momento del Big Bang, e che sia un’energia prodotta da una domanda espressa in tre parole: potrò essere felice?”

Come tutti, cerco la felicità da sempre.
Oddio, forse non è proprio così vero, forse a volte ho cercato anche la tristezza, altre la malinconia, altre ancora qualcosa che non sapevo come definire. Perché in realtà essere felici non vuol mica dire avere sempre il sorriso sulle labbra, eh, non vuol mica dire che tutto va sempre secondo i nostri piani e che non esistono motivi di attrito con nessuno e con niente. Anzi.
La lettura di Storia della felicità di Gérard Thomas mi ha spalancato abissi scoscesi di coscienza, in buona parte ancora da esplorare, ma una delle certezze che avevo da sempre che ha anch’esso confermato sta in queste poche parole, banali, scontate, ma più vere che mai:

“abbiamo una vita sola e potremo amare le persone che amiamo solo in questa vita, la cosa migliore che possiamo fare è cercare di essere felici e di rendere felici gli altri. Ogni giorno in cui ci svegliamo, fino al giorno in cui non ci sveglieremo più.”

Drastico, anche un po’ drammatico. Ma chiaro, limpido, pulito.
Un’analisi che ripercorre la storia, le correnti di pensiero, gli avvenimenti epocali, la vita quotidiana, al fine di individuare tutti (o il maggior numero possibile) di fattori che favoriscono o limitano il raggiungimento di questo traguardo misterioso e affascinante. Un segnare e tenere conto di piccoli avvenimenti, sensazioni, situazioni, che ci hanno riempito di emozione e hanno provocato un brivido alla nostra anima.
La coscienza, infine, che per rispondere sì alla domanda delle domande (“Sono stato felice?”), si debba soprattutto essere assolutamente e fortemente presenti a noi stessi, il più spesso possibile. Si debba fare attenzione a tutte le piccole cose, a tutte le gocce nell’immenso oceano della vita:

“Può essere una gita al faro camminando in mezzo all’erica di fronte a un mare nordico e tempestoso, la sensazione provata infilando i piedi nudi nell’acqua gelata di un lago di montagna, la lettura dell’ultima pagina di un libro che abbiamo adorato, una nuotata sotto la sciara di un’isola vulcanica, un pranzo in campagna in una domenica di maggio, un bacio inatteso, un sorriso che vediamo in uno specchio, un passo di danza, una musica che ci entra dentro.”

Tutto questo fa parte della felicità, tutti i frammenti di una vita intera.
Giusto per parafrasare un altro autore, Kurt Vonnegut .

Storia della felicità
Gérard Thomas
Edizioni Clichy, 2021, p. 160, €. 15,00

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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