Come la luce tra le foglie, Joyce Mainard

Adesso sa ciò che prima non sapeva: ogni storia familiare è composta da tante altre storie, ciascuna delle quali probabilmente ha alcuni elementi di verità, ma nessuna delle quali, presa individualmente, la contiene per intero.

La recensione di Come la luce tra le foglie, Joyce Mainard

Secondo capitolo della saga, dopo L’albero della nostra vita, pubblicato nel 2022, Come la luce tra le foglie racconta i fatti accaduti alla famiglia di Eleanor dopo il 2010, dal momento della morte di Cam, Eleanor abita ancora nella fattoria del New Hampshire che ha visto nascere la sua famiglia, crescere l’amore e poi distruggere il suo rapporto con l’uomo che amava, che ha visto donare il perdono dopo il tradimento.

Eleanor è “una donna disposta a tutto, anche al sacrificio, per accogliere il desiderio e costruire un futuro migliore, per sé e per coloro che ama”: continua a vivere per aiutare Toby a cavarsela nel mondo, per veder felice finalmente Al, perché Ursula possa donarle un sorriso, dopo tanto tempo.
Con tutte le preoccupazioni che una madre può avere, non solo perché suo figlio piccolo è un disabile, perché l’altro non riesce ad avere un figlio in adozione a causa della sua transizione, perché la sua primogenita ha chiuso ogni porta nei suoi confronti e deciso che non dovrà più far parte della sua vita; non solo per questo  ma perché le madri si preoccupano sempre di veder brillare la scintilla della gioia negli occhi dei propri figli e quando la scintilla non c’è… beh… :/

C’è una crepa in ogni cosa: è da lì che entra la luce.
(Anthem, Leonard Cohen)

La mia opinione su Come la luce tra le foglie, Joyce Mainard

Maynard affronta spesso nei suoi romanzi il dolore. In varie forme, da più punti di vista, in modo spesso crudo e diretto. L’incidente accaduto a Toby è terribile, e assistere da madre a una tragedia del genere è stato davvero drammatico. Così quanto lo è la sofferenza di Al, che dopo la transizione di genere cerca di avere un figlio; così quanto lo è la sofferenza di Ursula che ha tagliato i ponti con la madre. Quanto deve aver sofferto…
E non è tutto: in Come la luce tra le foglie, Joyce Mainard inserisce moltissima vita attuale e quotidiana, molto di quello che accade oggi in America, dall’assalto a Capitol Hill alla crisi climatica alle lotte sociali. In un’intervista ammette

La politica non è qualcosa di separato da noi. Quando il governo taglia i fondi per il welfare e per le famiglie a basso reddito, in gioco ci sono la vita delle persone, la loro casa, i loro figli. Non possiamo ignorarlo.

E lo stato attuale della società, in America ma non solo lì, è particolarmente drammatico e fonte di dolore per molti.

La sua risposta ai tanti tipi di dolore di cui parla?

Sta tutta nell’atteggiamento di Eleanor, donna forte che – dopo essere stata tradita dal marito e aver perso anni bellissimi da passare con la sua famiglia – decide, alla notizia che l’ex marito si è ammalato di cancro, di assisterlo e di tornare a vivere nella loro fattoria nel New Hampshire: perdonare è il modo migliore per rafforzarsi, lasciar andare rabbia e amarezza fa sì che non ci si identifichi più in quel dolore ma si possa chiudere e voltare pagina.

E così accade.
“Se si presta attenzione. Se non ci si arrende.”

Molte cose mi ha insegnato questo romanzo curato, vissuto, sofferto, elaborato e ricco di anima, musica, cuore. Le sue 592 pagine sono volate via in un soffio. Facciamo due. Una cosa più di tutte, quella che da madre cercherebbero tutte di evitare ad ogni costo ai propri figli, ma che purtroppo è dannatamente vera, così com’è:

I figli a volte vivono dolori che spetta a loro, e a loro soltanto, affrontare.

Come la luce tra le foglie
Joyce Mainard
NN Editore, 2025, p. 592, €. 22,00

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polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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