#liberericette #freearecipe: Il “Menu’ Letterario”

Il 31 gennaio scorso tutta la redazione di ZeBuk ha partecipato all’evento Liberiamo una ricetta.
Ognuna di noi ha messo a disposizione una sua “creazione culinaria”, chi sul proprio blog, chi facendosi ospitare da altre amiche.
Perchè il significato di fondo di quest’evento era proprio la condivisione.
Di qualcosa di buono.
Gustoso.
Ma anche il donare un sorriso a chi, magari, in questo periodo ha ben poco da sorridere.
E il lato serio di tutta la vicenda è stato proprio il fatto che ciascuna partecipante si sia impegnata a devolvere il valore del piatto preparato al Centro Astalli.
Un piccolo gesto che però può aiutare chi ha bisogno.

E con questo nostro post del dopo evento volevamo ricordarvi sia il lato divertente della vicenda che quello più serio.
Perchè diciamocelo:

Il 31 gennaio abbiamo cucinato tutte insieme.
E abbiamo donato.
Ma per donare c’è sempre tempo.
Quindi magari, se vi va, date un’occhiata al link del Centro Astalli.
Informatevi.
Partecipate come potete.

Detto questo volevamo ricordare l’iniziativa a modo nostro.
E abbiamo pensato di farlo raccogliendo alcune delle tantissime ricette donate.
Siccome non sapevamo in che modo scegliere, abbiamo lasciato che fossero i libri a scegliere per noi.

Eccovi le ricette delle nostre care amiche scrittrici.

Buon appetito!!

La Ricetta del Cavolo di Barbara Summa

La prima tappa del nostro menu ci porta diretti a casa di Barbara Summa, aka Mammamsterdam.
La sua è l’unica vera e sola ricetta del cavolo: il perchè, ve lo lasciamo scoprire andando a sbirciare nel post.

Questa creazione culinaria (che poi sono tre) prende spunto dal libro di Barbara, La risposta del cavolo.Guida Semiseria per genitori disperati alle domande dei figli su sesso e società. Se non altro per l’utilizzo del verde ortaggio.
Il libro e il post hanno una cosa in comune: lo stile unico e energetico con il quale Mammamsterdam ti spiega anche le situazioni più spinose.
E se siete curiosi di sapere qualcosa in più del libro, eccovi un assaggio:
Cosa rende interessante questa guida per i genitori che hanno a cuore il modo in cui i figli si accostano ai misteri del sesso? Sicuramente la simpatia. A Barbara Summa i genitori sono simpatici. Perché ha capito che hanno bisogno di saperne di più, qualche volta, ma ancora di più hanno bisogno di solidarietà; di non sentirsi così sbagliati come a volte le cose della vita e gli esperti con l’indice alzato fanno sentire; di sapere che siamo tutti sulla stessa barca, insomma. D’altra parte, i genitori che leggono libri come questo non saranno poi così disastrosi: per lo meno, si pongono delle domande. L’approccio ironico con il quale l’autrice affronta questioni che fanno tremare i polsi a tanti genitori scaturisce dalla sua doppia visuale di donna italo-olandese. E dev’essere un bell’esercizio di ironia muoversi fra il modo in cui la cultura mediterranea ti insegna a entrare in rapporto con gli affetti, col piacere e col tuo corpo, e il modo nord europeo; o abitare quello spazio sconfinato fra la “matritudine” italiana e quella olandese. È così che riesce a proporre ai genitori non un modello statico o monodimensionale: piuttosto un dialogo fra queste due “anime” (e chissà quante altre ancora), con l’intenzione di accompagnare i lettori non tanto verso un modo presunto “migliore” di agire e risolvere i problemi, quanto verso una posizione di osservatori attenti e rispettosi e insieme abbastanza curiosi e impertinenti da trovare il proprio. Prefazione di Massimo Giuliani.
Vi è venuta voglia di cucinare la ricetta del cavolo? Bene, ora avete tutto il necessario per prepararla.
Volete acquistare La risposta del cavolo: Semplicissimo! Cliccate sulle parole che state leggendo…e il gioco è fatto!

L’Eco-Ricetta di Elisa Artuso

Continuiamo la nostra carrellata culinaria con un piatto nutriente, ma sano e soprattutto Eco.
Eh già, perchè a proporcelo è Elisa Artuso (Mestieredimamma), da sempre attenta alla cucina naturale.
Si tratta di Pasta al farro con ragù vegetale, una proposta di sicuro alternativa ma comunque gustosa e invitante.

E’ un’eco-ricetta perchè fatta con ingredienti a basso impatto ambientale, sani per la terra e sani per il nostro corpo.

E sul blog di Elisa trovate tanti altri consigli per una vita eco compatibile.
Ma se volete saperne ancora di più, niente paura:
Perchè Elisa è anche l’autrice di un libro, Eco-famiglie. Riflessioni, esperienze, idee per una maggiore consapevolezza e un orientamento più sostenibile.

L’ecologia oggi va di moda: non si fa che parlare di pannolini lavabili, borsette biodegradabili, raccolta differenziata e cibo biologico. A volte sembra persino una cosa da ricchi o per persone che hanno molto tempo. Ma un vero cambiamento che ci permetta di consegnare alle generazioni future un ambiente più salubre e pulito è necessario e improcrastinabile, e può avvenire soprattutto grazie alla costruzione di relazioni virtuose tra famiglie; relazioni che ci aiutino a cambiare gradualmente le nostre abitudini nel segno di un consumo critico e responsabile, di una mobilità più sostenibile, di un nuovo modo di vedere la pulizia e la cura della persona, di costruire la nostra casa e di gestire il denaro. In questo libro troverete idee e proposte concrete per essere più ecologici senza spendere una follia, per ridurre i consumi, per insegnare ai vostri bambini la sostenibilità e per viverla assieme ad altre famiglie: troverete consigli pratici per organizzare gli acquisti, ricette di autoproduzione, proposte creative per giocare, andare in vacanza, gestire i rifiuti.

Non vi sembra un ottimo punto di partenza per un nuovo stile di vita?

La ricetta “senza tacchi” di Luana Troncanetti

In ogni menu che si rispetti c’è almeno un dolce (e parlo da golosa senza speranza).
E quindi, anche la nostra selezione letterario-gastronomica non può essere da meno.
Quello che vi proponiamo ora è farina del sacco di Luana Troncanetti, meglio conosciuta come La Staccata (ovvero priva di tacchi), autrice del divertentissimo Le mamme non mettono mai i tacchi, libro che ci è caro perchè è stato uno dei primi ad essere recensiti su ZeBuk.
Dice: E come sarà una ricetta senza tacchi?
Ce lo spiega proprio Luana dal suo blog:

Sicuramente è veloce. Ovviamente è semplice e rapida, ma non frettolosa o distratta. Una Ricetta senza tacchi non dimentica gusto, cuore e sentimento. E’ una passione nera, avvolgente e un po’ mascalzona con un aroma intenso e deciso che cela, però, un cuore morbido e schietto.

Volete sapere cosa ci ha cucinato? Potete scoprirlo andando a sbirciare sul suo blog.
E visto che Le mamme non mettono mai i tacchi è stato ripubblicato lo scorso anno dalla Galassia Arte Editore, perchè non cogliere l’occasione al volo per leggerlo?
Intanto un assaggio:
Le mamme non mettono mai i tacchi è uno spensierato excursus nella vita frenetica della mamma moderna, un esorcismo alla stanchezza del quotidiano e a tutte le piccole difficoltà di una corsa che sembra non aver mai fine. È un’amabile chiacchierata tra amiche dove potersi riconoscere e relativizzare, è un sistema per sdrammatizzare i problemi comuni con qualche sana risata o anche, perché no, commuoversi. Ovviamente dedicato alle mamme, concede ampi spazi di riflessione anche ai papà, oggi sempre più consapevoli che crescere un figlio è come un giro sulle montagne russe: splendido, spaventoso e divertente. Più efficace di un antidepressivo, più utile dell’ennesima tutina di ciniglia e soprattutto dei tanti manuali per trasformarsi nelle Madri Del Secolo, lancia sostanzialmente un unico messaggio: “Coraggio, cara. Capita anche a me”.

Per acquistarlo, come sempre, cliccate sulle parole che state leggendo…

Le mandorle speziate e il tè di Sholeh Zard

Mettiamo che non abbiate tutto quest’appetito.
La vostra, come diceva uno spot dal pericoloso doppio senso, è più  voglia di qualcosa di buono.
Bene.
Abbiamo anche la pausa gustosa che fa per voi.
Ed ha quel profumo di luoghi lontani che non guasta mai.
A proporcela è Sholeh Zard, o meglio Jasna C. Lemani, per gli amici Chiara Trabella (che, quando non è impegnata in cose serie si diletta a traghettarci nel meraviglioso mondo dei fumetti, proprio su ZeBuk).
Scopriamo come preparare le mandorle e il tè direttamente sul suo blog.

Ma se non ci fermassimo soltanto alla pausa speziata?
Dopotutto, tra un sorso di tè e una mandorla possiamo concederci una bella lettura.
Magari proprio Sholeh Zard.

Immaginiamo un detective. Di quelli con l’aria da duro e cattivo, con un passato di retate alla Narcotici e un presente alla Omicidi.
E immaginiamo che abbia una moglie bellissima. Non solo: la moglie è una danzatrice sublime. Non solo: la moglie ha il nome di un dolce persiano, Sholeh Zard. Non solo: la moglie è un djinn, un genio della lampada liberato.
Che cosa può succedere quando Sholeh si trova a rientrare in contatto con il proprio mondo, per aiutare il marito in un caso di omicidio? Succede che si incontrano vampiri cascamorti, folletti impertinenti e mostri dal nome impronunciabile.
Questo è il punto di partenza per una storia in bilico tra urban fantasy e giallo, raccontata con tanta ironia e grande divertimento.

Potete acquistare l’ebook direttamente su amazon.it.

Il menu del Centro Astalli

In questo menu così variegato non potevamo non trovare posto per le numerosissime proposte culinarie del Centro Astalli.
Difficile riassumere qui in poche parole tutti i sapori, i profumi che troverete nell’apposito post.
Di sicuro potete sbirciare se siete alla disperata ricerca di cosa preparare per cena.
Credo che loro abbiano colto in pieno lo spirito di quest’iniziativa.
Perchè in qualche modo raccontano di quotidianità attraverso il cibo.

E per (provare a) comprendere meglio il lavoro svolto dal Centro Astalli vi consigliamo la lettura di Terre Senza Promesse, Storie di rifugiati in Italia.
Un argomento di sicura riflessione, che già avevamo trattato tempo fa su ZeBuk grazie al contributo di Chiara Peri.
E proprio per la sua complessità ed urgenza, è un tema che deve poter trovare il giusto spazio.
Anche nelle nostre librerie:

Somalia, Eritrea, Etiopia: sono questi i paesi da cui proviene la maggior parte degli immigrati che chiedono asilo in Italia. Sfidando i pericoli di un viaggio difficile e costoso, migliaia di persone attraversano i confini africani per fuggire da qualcosa a noi incomprensibile, soprattutto perché il Corno d’Africa appare solo saltuariamente nei titoli di cronaca internazionale. Eppure è un’area estremamente tormentata da conflitti e violenze, condizioni ambientali estreme, sequestri, attentati e sistemi politici al collasso. La Fondazione Centro Astalli ha deciso di raccogliere le storie delle donne e degli uomini rifugiati in Italia e disposti a raccontare le persecuzioni e le torture subite, i viaggi disumani e la detenzione nelle carceri libiche. Ognuna delle dieci storie è presentata da un contributo realizzato da scrittori e giornalisti italiani che si sono occupati o hanno scritto di migrazioni.

Non pensate che sia davvero bello che, attraverso una serie di ricette si riesca anche a trattate argomenti seri?

Le Tartine al salmone di Zio Gatto e Anna Lo Piano

Non si dica che il nostro menu non è child friendly!
Stavamo dimenticando una ricetta fondamentale, magari da preparare in compagnia dei bambini.
Perchè è semplice, colorata, veloce.
Ma soprattutto perchè a suggerircela è Zio Gatto. No, forse è Amelia.
Vuoi vedere che dietro tutta questa allegria c’è lo zampino (è il caso di dirlo) di Anna Lo piano, aka Piattinicinesi? (se cliccate su link appena superato potrete anche scoprire una seconda ricetta-bonus e una storia meravigliosa).
Ma vediamo, secondo i nostri eroi, cosa si deve fare per creare queste tartine speciali:

“Bene. punto primo procuratevi del buon pane per tartine.
punto secondo, procuratevi del buonissimo salmone affumicato
e punto terzo…”
“Punto terzo?”
“…dell’ottimo yogurt greco, o dell’ottima panna acida, a vostra scelta basta che siano ottimi. Ora procedete. Ritagliate dal pane per tartine dei piccoli quadrati della misura adatta alla vostra bocca, poi mettete un primo strato di yogurt, una fettina di salmone arrotolata, un altro strato di yogurt e completate con uno stuzzicadenti in cui avrete infilato un’oliva denocciolata”

Non si può dire che a Zio Gatto manchi il dono della sintesi, no? 🙂
Per leggere il resto della ricetta potete cliccare qui

Anna Lo Piano è un’apprezzata autrice di libri per bambini. Abbiamo avuto il piacere di ospitarla su ZeBuk con la serie di Amelia e Zio Gatto, edita dalla Sinnos, con le splendide illustrazioni di Chiara Nocentini.

Amelia vive con la zia, giornalista svampita
di Telenotizia, e Zio Gatto, ex direttore del tg
trasformato in felino in seguito a un misterioso
incidente. Il suo migliore amico è Ale,
figlio di un blogger vegetariano.
Mentre negli studi di Telenotizia si fanno le
prove del nuovo reality “Cosa c’è nel tuo bagno?”,
compare uno strano topo con un turbante da
maharajah… Tra intrighi televisivi, giornaliste
rampanti e blogger confusionari, Amelia, Ale e
Zio Gatto scopriranno un laboratorio di ricerca
che tiene segrete le proprie scoperte…

Se vi abbiamo incuriosito e volete leggere questa storia assai divertente non dovete far altro che acquistare il libro cliccando qui.

Amelia e zio Gatto è anche un blog, rivolto ai bambini, dove si parla delle avventure dei protagonisti, ma anche di ambiente, informazione e libri.

La ricetta del verso sciolto di Fosca Massucco

Abbiamo volutamente lasciato per ultime due ricette.
E non perchè meno importanti.
Ma per il fatto che, in qualche modo si completano l’una con l’altra.
In comune c’è che, a guardarle bene, sono delle non-ricette.
Perchè non sono commestibili.
Ma sono comunque ricette.
Che servono a nutrire la mente.
E anche l’anima.
Iniziamo con La ricetta del verso sciolto di Fosca Massuccodelicata creatrice di poesie (in quel magnifico posto che risponde al nome di 52+1 poesie).
Ecco cosa ci dice a proposito di questa scelta:

Così ho pensato di postare una ricetta atipica, quella per scrivere una poesia: d’altro canto anche quello è cibo, ci nutre il cervello, ci acquieta, ci rende soddisfatti. E nemmeno fa ingrassare.
O meglio, come la pasta al sugo, questa è la mia personale ricetta, ognuno scrive poesia e cucina il pomodoro a modo suo.

Che poi il bello di ogni ricetta è che una la può personalizzare.
E se anche voi volete provare con il verso sciolto, leggete il resto cliccando qui.
Ma se poi vi viene voglia di continuare sulla strada della poesia, beh, Fosca è anche fresca autrice di un libro di versi, L’occhio e il mirino (Editrice L’arcolaio), in vendita ufficialmente a fine febbraio 2013.

Anzi. Restate sintonizzati su ZeBuk.
Perchè parleremo prestissimo di nuovo di lei.
E di poesia.

La ricetta della felicità di Barbara Damiano

E concludiamo questa carrellata speciale di ricette letterarie, con quella che, in qualche modo, è artefice dell’unione dello Staff ed è stata anche il pretesto per la prima edizione di Liberiamo una ricetta.
Mi riferisco ovviamente a lei, Barbara Damiano, meglio conosciuta come Mammafelice.
E chi meglio di lei può dettare gli ingredienti necessari e il procedimento giusti per la Felicità?

Che poi, tutta la ricetta contiene un ingrediente fondamentale: il cambiamento.

Cambiate idea. Cambiate idea sulle cose, sul lavoro, sugli amici, sui parenti.
Cambiate idea su voi stessi, aprendovi strade nuove e senza costringervi a restare fedeli all’immagine che vi siete fino ad oggi costruiti addosso.
Cambiate vita. Cambiate quel lavoro che non vi soddisfa, cambiate casa, cambiate scuola, cambiate scarpe e vestiti. Cambiate taglio di capelli. Cambiate il colore delle tende.
Cambiate destinazione. Cambiate parere.

Cambiate voi stessi per vivere in un mondo migliore.

Barbara è anche l’autrice de Il manuale pratico della felicità, recentemente ristampato con una nuova accattivante grafica a cura della San Paolo Edizioni.
E’ una piccola guida.
Che però contiene delle innegabili verità:

Si può imparare a essere felici. Anche quando le cose vanno male, anche quando non sai come fare. È un po’ come imparare a guidare: all’inizio sembra difficile e poi un giorno ci si accorge di essere capaci. Questo manuale pratico, rivolto alle donne, parla proprio di questo, di come sia possibile ricominciare a vivere, volersi bene, perdonarsi e liberarsi dai sensi di colpa. Parla di modi semplici e schietti per trovare la felicità dentro di sé attraverso l’esercizio quotidiano di piccole regole. Un libro che scivola con leggerezza e non pretende di insegnare come vivere o come realizzarsi, ma racconta di un possibile percorso per cercare la felicità e avere il coraggio di sceglierla.

Insomma, a volte la felicità non è proprio facilissima da raggiungere.
Ma con un pizzico di impegno e tanta costanza si può arrivare ovunque.

Speriamo che questo speciale recap di #freearecipe sia stato di vostro gradimento.

E ci auguriamo di riuscire a darvi appuntamento alla terza edizione di Liberiamo una ricetta.
Nell’attesa,  vi lasciamo con l’ormai famosissimo mottodell’evento, ovvero:

 Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.
Questa ricetta la regalo a chi legge.
Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità:  per questo la lascio liberamente andare per il web.

 

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