E l’eco rispose, Khaled Hosseini

Ben oltre le idee
di giusto o sbagliato
c’è un campo.

Ti aspetterò laggiù

Jalaluddin Rumi (XIII secolo)

Un filo sottile lega tutti i protagonisti di questo libro. Che è un unico racconto, un’unica storia, che si dirama nel tempo e nello spazio, incontra personaggi, luoghi, tempi diversi. E come la piuma rossa in copertina – a suo modo protagonista nella prima parte della storia – vola alta, poi si posa ad ascoltare, a conoscere, a registrare voci, drammi, pianti e sorrisi. Riparte subito dopo, per un alito di vento, dirigendosi in un nuovo tempo, in un diverso luogo.

È leggera, la piuma, silenziosa. Non giudica: ascolta e si fa portatrice di testimonianze.

Le storie – ognuna tramite il parlare di un diverso personaggio, o attraverso il suo scrivere, o grazie ad una telefonata intercontinentale o ad un’intervista su una vecchia rivista – si rincorrono e si inseguono: le cause di una certa scelta si scoprono solo dopo esser passati attraverso il tempo e lo spazio, quasi per caso, incontrando nuovamente un vecchio amico che ci racconta “di quella volta che…”

Sabur, Pari, Abdullah, Timur, Parwana, Nila, Nabi… in un primo tempo non mi sembrava facile capire il nesso che collegava i diversi personaggi, mi sembrava di perdermi nella trama e stavo per criticare questa scelta. Poi però ho dato fiducia alle pagine e mi son lasciata trasportare dagli eventi, senza giudicare.

È stata la scelta migliore da fare. Quella del cuore.

Khaled Hosseini, lo conosciamo per i suoi due precedenti successi, Il cacciatore di aquiloni e Mille splendidi soli.

Se provate a digitare il suo nome, ad oggi escono recensioni che sembrano un po’ tutte ‘fotocopia’: si parla dei tanti modi diversi di vedere l’amore attraverso i racconti, di come le persone si prendono cura dei propri cari, di cosa significhi “la responsabilità di una scelta”.

“Sei una bestia crudele” disse Baba Ayub.

“Quando avrai vissuto a lungo come me! rispose il div, “scoprirai che la crudeltà e la benevolenza non sono che sfumature del medesimo colore. Hai fatto la tua scelta?”

In questo libro, però, divorato in tre notti ma letto in profondità, c’è altro: c’è l’amore per la propria patria, la gratitudine di un uomo per chi aiuta la sua gente, c’è la poesia, c’è il dramma della violenza e della crudeltà dell’uomo, la lotta delle donne per i propri diritti, il sapore speziato dei cibi orientali, c’è la tenerezza di un padre verso i propri figli, c’è Khaled stesso, che mi sono convinta di aver ritrovato nei diversi personaggi:

Questo libro è dedicato … a mio padre, che ne sarebbe stato fiero.

Una conferma, questo libro, molto di più: l’occasione di conoscere più a fondo qualcuno, > di capire ancora meglio una cultura così diversa dalla nostra, la coscienza del potere e delle potenzialità delle nostre scelte, la carezza di un parlare delicato e gentile, con le dovute eccezioni.

L’autorek

Khaled Hosseini, ex medico e volontario dell’UNHCR (l’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite), ha creato la «Khaled Hosseini Foundation», ente non profit che fornisce aiuto umanitario alla popolazione afghana. Scrive e vive in America, con la moglie e due figli, a San Josè, in California

 

E l’eco rispose
Khaled Hosseini
Piemme (collana Narrativa), 2013, pag. 462, € 19,90
ISBN: 978-88-566-3355-9

 

Per acquistare:

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

2 COMMENTS

  1. Il libro descrive le storie di diversi personaggi ma sono tutti collegati tra loro e ci si riconosce in alcune vicende di essi, ci si emoziona e commuove , e’ moderno e introspettivo.

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