Ricette letterarie: Gli arancini, Gli arancini di Montalbano, Andrea Camilleri

Ah, Gabri è ormai diventata la nostra cuoca letteraria preferita! Le sue prove son sempre vissute, provate e testate sul campo, prima o poi farò un salto a trovarla per assaggiarle direttamente, garantito! La parola a lei e all’entusiasmo che ci mette, oggi entriamo nella sua cucina e prepariamo insieme… [polepole, ndr]

“Gesù, gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta: un ricordo che sicuramente gli era trasùto nel Dna, nel patrimonio genetico. Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta”

Con queste parole Camilleri inizia a descrivere i mitici arancini della cameriera di Montalbano, cuoca eccezionale, che lascia spesso qualche piatto siciliano nel frigorifero o nel forno, per la cena del commissario. Per la ricetta letteraria del mese ho voluto cimentarmi anch’io, visto che non avevo mai preparato gli arancini. Camilleri, nel romanzo che porta proprio il titolo di queste delizie, spiega passo passo la ricetta, condendola di consigli su cmd farli venire perfetti… Che dire: buonissimi, ricchi di sapore, diversi da quelli che facciamo qui in Campania, ci hanno regalato una ventata di sicilianità e mi hanno fatto tornare la voglia di rileggermi Gli arancini di Montalbano

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Note sul libro

“Quando Montalbano incornava su una cosa, non c’erano santi”. Il narratore che da anni racconta le storie del commissario di Vigàta, lo sa bene. Una parola stonata, un gesto incontrollato, un dettaglio incongruo bastano a mettere in moto le sue indagini. Così da un’impercettibile crepa nella “normalità” prendono avvio anche queste nuove storie, in cui Montalbano si imbatte nei crimini e nei criminali più eterogenei e insoliti: vecchie coppie di attori che recitano, nel segreto della camera da letto, un funereo copione; insospettabili presidi in pensione che raggirano generose prostitute; mogli astutamente fedeli che ordiscono crudeli vendette ai danni dei loro tronfi mariti… [fonte: Amazon.it]arancini

Gli arancini

ingredienti per 16 arancini
(io ho preferito farli un po’ più piccoli ma se voi li volete jumbo ne usciranno un po’ meno 🙂 )
per il ragù (da fare il giorno prima)
  • 150 gr di carne di vitello in un pezzo unico *
  • 150 gr di carne di maiale in un pezzo unico *
  • trito di cipolla, carota, sedano
  • qualche foglia di prezzemolo e basilico
  • 400 gr circa di passata di pomodoro
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • olio evo
  • sale
preparazione

fate soffriggere il trito nell’olio evo, unite i pezzi di carne e rosolateli a fiamma vivace, aggiungete la passata di pomodoro e il concentrato, salate e fate cuocere a fuoco basso coperto, fino a che il sugo non si sarà ristretto e saporito (ci vorrà almeno 1 ora e mezzo). Unite il prezzemolo e il basilico tritati e fate raffreddare.

per gli arancini
(vi consiglio di cuocere un giorno prima anche il riso, perché da freddo si compatterà meglio e riuscirete a formare gli arancini con più facilità)
  • 500 gr di riso
  • 1 cipolla piccola
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • brodo di carne q.b.
  • olio evo
  • 2 uova
  • 80 gr di piselli
  • 80 gr di salame tagliato in un pezzo unico
  • qualche cucchiaio di besciamella
  • sale
  • farina
  • albumi d’uovo q.b.
  • pangrattato q.b.
  • olio per friggere
preparazione

Preparate un risotto, facendo soffriggere la cipolla in un filo d’olio, tostandovi il riso, sfumando col vino bianco e cuocendolo poco alla volta col brodo di carne. Alla fine il risotto dovrà essere bello asciutto. Camilleri ha premura di scrivere di non usare lo zafferano, per colorare il riso (“senza zafferano, pi’ carità!”).
Quando il riso è cotto, versatelo su un ampio vassoio e fatelo intiepidire. Conditelo con un po’ di sugo (passaggio che io ho dimenticato…) e incorporatevi le due uova. Lasciatelo raffreddare fino al giorno dopo, tenendolo in frigo.

Nel frattempo, lessate i piselli in acqua bollente salata **, tritate con un coltello a lama liscia (o con la mezzaluna, come suggerisce Camilleri) la carne* e mescolatela al sugo rimasto; tagliate a pezzettini anche il salame e unitelo al ragù pronto e infine aggiungete tanta besciamella, quanta ne serve per legare il tutto.

* Volendo, potete anche comprare direttamente la carne di vitello e di maiale già tritata. Non sarà una ricetta da “puristi” ma sono sicura che la bontà degli arancini non ne risentirà!

** Per accorciare un po’ i tempi, io ho cotto i piselli direttamente nel sugo.

Formiamo gli arancini

Il giorno dopo prendete un po’ di riso e, tenendolo nel palmo della mano, fate una ‘conca’, mettete al centro un cucchiaino colmo di ragù e chiudete con dell’altro riso. Fate una palla, cercando poi di dare una forma conica (gli arancini siciliani hanno la caratteristica punta), passate gli arancini nella farina, poi nell’albume e infine nel pangrattato. Friggeteli in olio molto caldo e fate scolare l’olio in eccesso su un foglio di carta assorbente.

E alla fine, ringraziano u Signuruzzu, si mangiano!

Buon appetito a tutti!

Per acquistare:

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