Manaraga. La montagna dei libri, Vladimir Sorokin

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Ada o ardore è un peso massimo, un ciocco grosso, un vero piacere con cui arrostire, di carta spessa, wood pulp paper, 626 pagine, rilegatura in tessuto, sopraccoperta plastificata. Brucia come un pino di Rodi.

Sono convinta che la prima impressione sia spesso quella più veritiera, soprattutto quando si parla di libri.

Manaraga è stato un fulmine a ciel sereno. Una visione celestiale circondata da tutti i miei più terribili fantasmi. Un agrodolce molto agro e poco dolce. Mixare libri e cucina e propormeli è invitarmi a nozze, per poi scoprire che l’invito era sopra una graticola ardente… Appena ho letto di cosa parlasse il libro il collegamento con Fahrenheit 451 di Ray Bradbury è partito veloce e dritto come un razzo:

bruciare libri!

Bruciare libri? Cosa orribile, sempre e per qualsiasi motivo.
Bruciarli per cucinare pietanze prelibate, aromatizzate e perfettamente grigliate, grazie ad un perfetto Dostoevskij d’annata?

Nel 2037, in una realtà distopica purtroppo illuminante per molti versi, il «book’n’grill» è l’arte di preparare i piatti migliori a partire dai classici della letteratura, con proposte che variano dal carré di agnello con il Don Chisciotte, agli spiedini di storione con L’idiota, alla bistecca di tonno con Moby Dick, alle ostriche al parmigiano con la prima edizione de Le anime morte, alla bistecca sul Finnegans Wake.

“Il novanta per cento dei libri stampati dall’umanità era stato portato in discarica o semplicemente gettato in pattumiera affinché non occupasse spazio nelle case. Così le poche decine di copie sopravvissute nei musei e nelle biblioteche avevano suscitato nella parte migliore dell’umanità un’incredibile passione.”

Una passione che in questo mondo distopico è fatta di orrida trasgressione, di violenza, di bisogno di primeggiare, di una tecnologia che supera il suo artefice. Un mondo non troppo lontano dal nostro, vero? Con l’inserimento degli chef credo che Sorokin abbia perfezionato la sua costruzione…
La riflessione ironica e pungente su ciò che sta accadendo davanti agli occhi di tutti – questo salire alla ribalta di piccoli, grandi e medi schermi di chef di ogni ordine e grado, questo cucinare continuamente qualsiasi cosa, questo fare di un atto semplice e carico di significati (dal nutrimento alla condivisione) – ci sta tutta, insieme alla considerazione critica e affilata come lama di coltello sul destino dei libri e dell’uomo, che non legge più.
E non solo: Sorokin dipinge un mondo credibile e verosimile, fatto di una cultura pressoché inesistente, di un uomo che esorcizza la paura del futuro grazie al divertimento di massa, di micromacchine – pulci intelligenti – che superano e controllano ogni azione dell’uomo stesso.
Uno scenario orribile.

«Se una persona non è in grado di trovare l’equilibrio dentro di sé, prima o poi commetterà un atto meschino»

Allo stesso tempo sa come inserire citazioni che suggeriscono domande senza dare risposte, nemmeno nel finale.
Sa come sollevare questioni sul valore dell’oggetto libro in sé e su quello dei suoi contenuti, su quanto sia importante lèggere (ma inteso in quale senso? quello letterale o quello dialettale negativo del bruciare che usano i book&griller stellati del 2037?) con la velocità e il ritmo giusti, per non sprecare il fuoco e per cuocere al punto giusto la bistecca, “che non abbia a restare cruda”

Tocca al manzo Kobe con L’adolescente. Una bistecca di discreto spessore, non di arrachera. Il libro è in edizione economica. Con sottile e pregiata carta di Lubecca della fine del diciannovesimo secolo. Dovrò leggere il più veloce possibile, “in diagonale”. Una lettura così è come un volo acrobatico […]. È una lettura impavida. Noi diciamo che “ti avvampa negli occhi”. Ma può farlo a tal punto da incendiare il libro, mentre la bistecca resta cruda. E tu finisci al patibolo! Con la testa nel cappello bianco che rotola giù…

Allusioni e rimandi, considerazioni e molti, moltissimi consigli per chi abbia voglia di leggere grandi classici e cuocersi utilizzando il significato positivo del 2019, in un romanzo che voglio vedere come un ulteriore campanello d’allarme verso la perdita dell’amore per i libri, per la lettura e per la conoscenza, da prendere tutti in seria considerazione.

“Un libro è un mondo intero, che se n’è andato per sempre”

p.s.: e un sacco di stuzzicanti ricette letterarie a cui ispirarsi… chissà quale proveremo prossimamente? 😉

Manaraga. La montagna dei libri
Vladimir Sorokin
Bompiani (collana Letteraria straniera), 2018, pag. 224
ISBN: 978-8845294822

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