Il libro dei nomi perduti, Kristin Harmel

Stelle e puntini sono i nomi perduti, nomi dei bambini che erano troppo piccoli per ricordare, nomi che fummo costretti a cancellare perché loro potessero sopravvivere. Speravo che un giorno, a guerra finita, avrei potuto aiutarli a reclamare la loro identità. Ma non siamo definiti dal nome che portiamo, dalla fede che pratichiamo, dalla nazione la cui bandiera sventola sopra la nostra testa. Adesso lo so. Ci definisce come persone quello che siamo nel cuore, chi scegliamo di essere su questa terra.

La recensione di Il libro dei nomi perduti di Kristin Harmel

Nel luglio del 1942 a Parigi gli ebrei non sono al sicuro. Iniziano i rastrellamenti e chi può cerca di fuggire.
Eva vede suo padre portato via dai gendarmi e usando conoscenze e tanto coraggio, insieme a sua madre, arriva in un paesino in montagna.

All’inizio Eva teme di essere tradita dagli abitanti del villaggio.
Invece scoprirà che quel paese così solitario è la sede di un gruppo di falsari che aiuta a replicare documenti e lasciapassare per aiutare gli ebrei ad arrivare in Svizzera.

E proprio durante quei mesi concitati di lavoro e segreti, Eva deciderà di trascrivere i veri nomi dei bambini salvati in un libro antico, usando un codice che solo lei e il suo amico Remy conoscono.

La mia opinione su Il libro dei nomi perduti di Kristin Harmel

I libri di Kristin Harmel sono sempre una bella lettura.
Qui su Zebuk abbiamo già letto e recensito il suo Finché le stelle saranno in cielo, una lettura emozionante e coinvolgente.
E sicuramente coinvolgente è Il libro dei nomi perduti.

Kristin Harmel, grazie a una meticolosa e approfondita ricerca storica, ricostruisce il lavoro dei falsari in Francia e attraverso i personaggi di Eva e Remy racconta ciò che fu fatto per aiutare gli ebrei, soprattutto bambini, a fuggire e mettersi in salvo.

Il libro dei nomi perduti è una di quelle letture totalizzanti e ricche di emozioni che trascinano il lettore estraniandolo da tutto.
La narrazione segue due linee temporali: il 1942 e gli anni finali del conflitto e il 2005 quando Eva scopre che il suo libro con i codici è stato ritrovato.

Il nome dei libri perduti mi è piaciuto moltissimo nel suo raccontare un aspetto della seconda guerra mondiale poco conosciuto e nel riuscire a creare una storia così palpitante e viva.

Un romanzo ricchissimo: paura, amore, abnegazione, coraggio e personaggi umani, ricchi di sfaccettature.
È la storia di vite spezzate, famiglie disintegrate, come quella di Eva, di sconosciuti che si sostengono a vicenda in nome della libertà, di amore incondizionato e di passioni che attraversano gli anni restando integre e certe.

Ed è anche un romanzo sull’importanza delle scelte, sulla giustizia, sull’animo umano che ha più pieghe e nascondigli di qualunque cosa al mondo e che definisce chi siamo, sempre.

Buona lettura.

Il libro dei nomi perduti
Kristin Harmel
Sperling & Kupfer, 2021, p. 368, €. 19,90

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