Hōzuki, Aki Shimazaki

“Taro…”
“Sì, mamma.”
“Sei nato per salvarmi la vita.”
“Me lo hai già detto. In realtà, mi hai avuto perché io volevo essere tuo figlio.”
“Allora abbiamo bisogno l’uno dell’altra.”
“Sì, dev’essere così” dice lui, come un vecchio saggio.

La recensione di Hōzuki, Aki Shimazaki

Hozuki, hozuki, l’amore in gabbia.
Arancio come il giglio tigrato.
Splendente come il dole.
Che gioia! Sei la mia luce!

Mitsuko è riuscita ad aprire una libreria specializzata in volumi antichi, di arte e filosofia, il suo sogno.
Vive con la madre e con il figlio Taro, meticcio e sordomuto, conducendo una vita molto riservata.
Un giorno in libreria arrivano una signora dell’alta società e sua figlia Hanako, coetanea di Taro. I due bambini fanno subito amicizia ma Mitsuko, che ha imparato dalla vita ad essere diffidente, cerca di evitare gli insistenti inviti della donna. Fino a quando non scopre il suo segreto.

È come un filo di perle infinito (la vita).
Quando una perla ne incontra un’altra, ed è il momento in cui si conosce qualcuno com’è capitato a noi, due anime si trovano.

La mia opinione su Hōzuki, Aki Shimazaki

È un dono prezioso e fragile, la verità.
E quando si scopre, così per caso, può essere difficile da affrontare. Oppure può capitare di aver talmente creduto in quello che abbiamo voluto credere, che non esistono altre verità se non la nostra.
Per Mitsuko la verità è solo una: Taro è suo figlio e lei è sua madre. Per lui è disposta a qualunque cosa.
Il loro rapporto è speciale e unico, è evidente anche a chi non li conosce.
Figura delicatissima e piena di forza, Mitsuko. Con una vita alle spalle per niente facile e una vita attuale in cui la realtà e la bugia si muovono di pari passo, su un pavimento fragile come il guscio di un hozuki, l’alchechengi, che con la sua forma a lanterna indica la luce della speranza e della salvezza per la protagonista e suo figlio.

Le recensioni parlano di suspence, in questo romanzo. Io lo vedo più come un crescendo di consapevolezza, uno stato d’animo che cresce in sicurezza, descritto con assoluto realismo e con la capacità di utilizzare i termini più adatti alla fragilità delle parole e dei fatti che avvengono.
Secondo volume di una pentalogia, Hozuki di Aki Shimazaki mi è entrato nel cuore, insieme ai problemi di Mitsuko, all’allegria e l’intelligenza di Taro, al tatto infinito della mamma Hanako, intelligente personaggio di quasi secondo piano che, senza dire più di tanto, dimostra di aver capito tutto al primo sguardo. Come accade al cuore di una madre, sempre.

Hōzuki
Aki Shimazaki
Feltrinelli, 2021, p. 144, €. 12,00

polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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