Edgar Allan Poe

Essere sepolti vivi è senza dubbio, il più terribile tra gli orrori estremi che siano mai toccati in sorte ai semplici mortali. Che sia avvenuto spesso, spessissimo, nessun essere pensante vorrà negarlo. I limiti che dividono la Vita dalla Morte sono, nella migliore delle ipotesi, vaghi e confusi. Chi può dire dove finisca l’una e cominci l’altra ? (da La sepoltura prematura)

Non potevamo dimenticare, in questo nostro Ottobre a tema pauroso, uno dei più alti esponenti del romanzo polizesco, del giallo psicologico ma anche del romanzo gotico.
Edgar Alla Poe (Boston, 19 gennaio 1809 – Baltimora, 7 ottobre 1849) fu uno scrittore e poeta statunitense, considerato tra le figure più importanti della letteratura americana ed è, e continua ad essere, fonte di ispirazione per tanti scrittori, ma anche registi e musicisti.

CENNI BIOGRAFICI

Figlio dell’attrice Elizabeth Arnold Hopkins Poe e dell’attore David Poe, Jr, i quali diedero alla luce altri due figli, William Henry Leonard Poe, fratello maggiore di Edgar, e Rosalie Poe, sorella minore, E.A.Poe, dopo la morte dei genitori, avvenuta quando lui aveva due anni, trascorse l’infanzia presso John Allan, un ricco mercante di Richmond.
Nel 1815 si trasferì con gli Allan in Inghilterra dove frequentò le scuole fino al 1820. Da bambino rivelò una eccezionale memoria. La sua inclinazione, a volte forse eccessiva, per le rime e le anafore, gli valse presso i contemporanei l’appellativo di jingle-man, coniato dal grande filosofo e poeta Ralph Waldo Emerson.
La sua esagerata passione per musica e poesia forse fu causa di un violento squilibrio del sistema nervoso e della fragilità della sua esile fibra.
Nel 1821, a undici anni, tornò in America, dove compose le sue prime poesie. Espulso nel 1825 dall’Accademia di Richmond, si invaghì di Elena Stannard, madre di un suo compagno di studi. Inconsolabile per la precoce morte della signora Stannard, dalle lettere si desume che per parecchi mesi si recò solo, di notte, anche sotto la pioggia, a piangere disperatamente sulla tomba di lei. In quell’anno compose rime ad Elena, poi a Eleonora, Irene, Paeau. Ma solo Sarah Elmira Royster esercitò su di lui un fascino irresistibile: si amarono con passione, ma il loro matrimonio fu ostacolato dal padre della fanciulla per vecchi rancori con il signor Allan, padre adottivo di Poe. Per lo sconforto causato dalla triste vicenda, che di nuovo gli sconvolse l’animo, compose la poesia Tamerlano.
Iniziò a guadagnarsi da vivere scrivendo, a Baltimora, Richmond, New York e Filadelfia e nel 1835 pubblicò i suoi primi racconti sul Courier ed entrò a far parte della redazione del Southern Literary Messenger di Richmond, ma continuò a condurre una vita angosciosa ed oscura.
Nel 1836 sposò la cugina Virginia Clemm, allora tredicenne.
Nel 1842 pubblicò Le terre di Arnheim, Il giardino nel paesaggio, Il pozzo ed il pendolo, Il mistero di Marie Roget, opere che gravitano intorno ad una visione della realtà e contemporaneamente dell’immaginario; odio, fascino e paura, entusiasmo e diffidenza verso una società dalla quale cerca di fuggire, in una prosa ricca di echi shakespeariani e metafisici.
Nel 1846 la moglie morì di tubercolosi e ciò fece sprofondare lo scrittore nella più cupa desolazione. Dopo questa morte il genio dello scrittore fu travolto dal dolore e dal rimpianto, che egli affogò nell’alcool – ancor più di quanto già abitualmente facesse. L’estrema povertà in cui viveva, lo costrinse addirittura ad usare le lenzuola del corredo matrimoniale (portate in dote dalla sposa) come sudario per la moglie stessa.
Il 3 ottobre 1849 Poe fu ritrovato delirante nelle strade di Baltimora, “in grande difficoltà, e… bisognoso di immediata assistenza”, secondo l’uomo che lo trovò, Joseph W. Walker.
Fu portato all’ospedale Washington College, dove morì domenica 7 ottobre 1849, alle cinque del mattino. (Fonte: Wikipedia)

POE E GLI ALTRI

Come dicevamo prima, Poe influenzò gli scritti e le opere di tanti suoi successori: dallo scrittore scozzese Arthur Conan Doyle allo scrittore americano H. P. Lovecraft, più volte considerato il “Poe cosmico”.
Da Jules Verne, precursore della letteratura fantascientifica, anche il poeta francese Stéphane Mallarmé, che fu uno dei suoi primi traduttori in francese.
The Raven (titolo del suo poema più noto) è il nome di un album doppio di Lou Reed, uscito nel 2003 che rivisita in chiave rock l’omonima opera di Poe e la vita del poeta e le altre sue opere.
Poe viene citato nel testo della canzone I Am the Walrus dell’album Magical Mystery Tour dei Beatles.
Il gruppo musicale inglese degli Alan Parsons Project ha dedicato un intero album ai suoi racconti dal titolo Tales of Mystery and Imagination – Edgar Allan Poe.
Murders in the Rue Morgue, titolo originale de I delitti della Rue Morgue, è anche il titolo di una canzone degli Iron Maiden presente sull’album Killers del 1981, il cui testo è ispirato all’omonimo racconto.
Il viso di Poe compare sulla copertina dell’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, dei Beatles.
Tim Burton (e poteva mancare?), suo grande ammiratore, citò lo scrittore nel suo cortometraggio Vincent, dove il bambino protagonista è un grande appassionato di Poe.
Tornando in Italia, due episodi del fumetto Dylan Dog (‘La zona del crepuscolo‘ e ‘Ritorno al crepuscolo‘) si sono liberamente ispirati al racconto sul mesmerismo ‘La verità sul caso di mr. Valdemar‘.
E non possiamo dimenticare di citare anche, tra le trasposizioni cinematografiche delle sue opere “Il gatto nero” diretto da Dario Argento, episodio che fa parte del film “Due occhi diabolici”.

Insomma, Poe è decisamente il punto di partenza della letteratura oscura e dell’orrore.
E meritava di essere citato anche nel nostro piccolo spazio.

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