Mario Tobino

Ogni creatura umana ha la sua legge; se non la sappiamo distinguere chiniamo il capo invece di alzarlo nella superbia; è stolto crederci superiori perché una persona si muove percossa da leggi a noi ignote. (da “Le libere donne di Magliano”, 1953, Mondadori)

NOTE BIOGRAFICHE

Mario Tobino nasce a Viareggio il 16 gennaio 1910. Dotato di un carattere particolarmente vivace (dopo il ginnasio i genitori lo spediscono per un anno in collegio, a Collesalvetti, per frenare il suo carattere irrequieto) e portato verso le facoltà umanistiche, si laurea in medicina a Bologna nel 1936 e nel frattempo pubblica alcuni scritti e raccolte di poesie. Dopo la specializazione in neurologia, psichiatria e medicina legale, inizia a lavorare negli ospedali psichiatrici, continuando sempre a scrivere storie, poesie, racconti.

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale viene inviato sul fronte libico, dove rimane fino al 1942 (il romanzo “Il deserto della Libia” (1952) è il racconto della sua esperienza al fronte). Al ritorno in Italia ricomincia il suo lavoro presso gli ospedali psichiatrici, approdando definitivamente a Lucca (nell’ex monastero di Santa Maria di Fregionaia) e ponendo nella sua scrittura tutta l’angoscia e lo smarrimento dei suoi ‘matti’.

Nel 1943 la sua partecipazione attiva alla Resistenza contro i nazifascisti in Toscana fa da spunto al nuovo romanzo, “Il clandestino”.

Numerosi sono i premi e i riconoscimenti che ha ricevuto durante la sua carriera (Premio Strega per “Il clandestino” nel 1962, Premio Campiello per “Per le antiche scale” nel 1972 e Premio Viareggio per “La bella degli specchi” nel 1976), continuando comunque a dedicarsi con tutte le sue forze alle sofferenze dei malati di mente.

Muore ad Agrigento l’11 dicembre del 1991. (Note biografiche tratte da: Wikipedia)

MARIO TOBINO, UN MEDICO, UNO SCRITTORE

Lo stile di Tobino coinvolge, con quel suo essere semplice e complesso allo stesso tempo.

I suoi ritratti, delicati, in punta di pennello, sono anche precisi e definiti, e sanno raccontare con poche parole il personaggio che ci sta di fronte: ci parla, come si parlerebbe ad un amico, ci racconta dei profondi turbamenti dell’animo umano, ma ce ne racconta semplicemente e non ci fa mai avere timore di quel suo ‘matto’. E anche quando nella storia non ci sono ‘matti’ veri, il suo essere va a spiegarci i motivi e i sentimenti di chi incontriamo lungo la strada, per dire che nella vita degli uomini sono importanti le emozioni, che la vita stessa ha senso se ci sono le emozioni.

L’occhio del medico, quello dello psichiatra, la penna dello scrittore con la passione per la lingua italiana, da Dante in poi: tutto questo contribuisce alla definizione dello “stile” di Tobino, nel quale si sommano racconti di persone, di sentimenti, di passioni, di follie, di fantasmi…

LE OPERE PRINCIPALI

LE POESIE

  • Poesie, 1934
  • Amicizia, 1939
  • Veleno e amore, 1942
  • L’asso di picche, 1955

I ROMANZI

  • Il figlio del farmacista, 1942
  • La gelosia del marinaio, 1942
  • Bandiera nera, 1950
  • L’angelo del Liponard, 1951
  • Il deserto della Libia, 1951
  • Le libere donne di Magliano, 1953
  • Due italiani a Parigi, 1954
  • La brace dei Biassoli, 1956
  • Passione per l’Italia, 1958
  • Il clandestino, 1962 (Premio Strega)
  • Sulla spiaggia e di là dal molo,1966
  • Una giornata con Dufenne, 1968
  • Biondo era e bello, 1974
  • Per le antiche scale, 1972 (Premio Campiello)
  • La bella degli specchi, 1976 (Premio Viareggio)
  • Il perduto amore, 1979
  • Gli ultimi giorni di Magliano, 1982
  • La ladra, 1984
  • Zita dei fiori, 1986
  • Tre amici, 1988
  • Il manicomio di Pechino, 1990

LE TRASPOSIZIONI CINEMATOGRAFICHE

  • Da “Il deserto della Libia” sono tratti due film: “Scemo di guerra” (1985) di Dino Risi e “Le rose del deserto” (2006) di Mario Monicelli.
  • “Per le antiche scale”, regia di Mauro Bolognini (1975)

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E' uno dei libri più vitali e curiosi di Mario Tobino. Libro curiodo perchè, in uno dei periodi più sessuofobici e moralisti della nostra storia recente, questo diario di viaggio dell'autore e della sua donna ostenta invece un tono di sorprendente spregiudicatezza.

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